La decisione è stata di punire il club con una multa di 10mila euro
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Nella giornata di ieri è arrivata la decisione del Giudice Sportivo riguardo ai fatti avvenuti nella Curva della Juve durante il minuto di silenzio per Sandro Mazzola. La decisione è stata di punire il club con una multa di 10mila euro.
"Diecimila euro vale una “rivolta” senza logica e priva di alcun fondamento reale: spalle al campo e cori sul nome di chi, Gaetano Scirea, del rispetto ha fatto una ragione di vita. Sanzione giusta o una carezza della giustizia sportiva? Nel passaggio del dispositivo che prova a mettere ordine ai fatti di domenica pomeriggio ci sono alcuni punti che meritano una riflessione. Primo: la società bianconera si è dissociata dalla scelta folle da parte del settore del tifo bianconero e lo ha fatto in modo netto e repentino tanto da consentire il ricorso alle attenuanti previste, confermate dall’atteggiamento del resto dello stadio in piedi ad applaudire ciò che Mazzola ha rappresentato. Secondo: sul concetto di «...numero esiguo...» qualche perplessità rimane (eufemismo) se è vero che le immagini, le foto, le riprese tv sembrano dare ragione a chi parla di una “rivolta” immorale molto più profonda e poco riconducibile all’esiguità trasmessa dagli 007 della Figc al giudice nel referto. Cancellando l’aggettivo “esiguo”, il verdetto di Mastrandrea avrebbe, inevitabilmente, preso un’altra strada, molto più punitiva. Terzo: nelle stesse ore e nello stesso comunicato della sentenza sul prologo di Juventus-Atalanta si legge anche della multa da 5 mila euro ai danni della Lazio per avere «...i suoi sostenitori, all’8’ del secondo tempo, lanciato quattro bottigliette di plastica in un settore occupato dai sostenitori della squadra avversaria...». Tradotto: macchiare la solennità di un ricordo “pesa” quasi come il lancio di quattro bottigliette di plastica", sottolinea La Gazzetta dello Sport.
"Diecimila euro di multa: così ha deciso il giudice sportivo dopo aver letto il referto dei suoi collaboratori a bordo campo all’Allianz Stadium. La Juventus ha riflettuto a lungo sulle mosse da fare, ma il risultato era scontato: per situazioni così ricorrere al già usato “codice di gradimento” non è possibile, proprio per la non esiguità dei protagonisti della vicenda. In passato — vedi il caso Lukaku o quello dei tifosi che hanno mimato il gesto dell’aeroplanino durante due derby con il Torino — al citato “codice di gradimento” il club bianconero ha fatto ricorso grazie anche alla tecnologia sul tema della sicurezza offerta dall’impianto inaugurato quindici anni fa. Il nostro calcio si è indignato davanti al pomeriggio alla rovescia di domenica, ma le polemiche proseguono anche in seguito alla decisione del giudice sportivo. Punire i singoli quando i coinvolti sono decine, se non più, di persone è, di fatto, impossibile: qualcosa di più si poteva, comunque, fare senza togliere il posto allo stadio al resto degli spettatori dello Stadium, che hanno applaudito il minuto in ricordo di Sandro Mazzola, parte della storia del pallone italiano e non solo. Dopo il verdetto restano diecimila motivi per interrogarsi e, alla fine, la sensazione che si tratti di una sentenza sportiva “morbida” rimane in campo. La partita della vergogna finisce così: 10 mila euro di multa", chiude Gazzetta.
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