Il turco resta il vero equilibratore del centrocampo. Età e problemi muscolari impongono cautela: Chivu preferisce averlo al top nelle gare che contano
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Quasi insostituibile. Dall’ottobre 2022 ad oggi, ovvero dall’intuizione di Simone Inzaghi, Hakan Calhanoglu si è preso il centrocampo dell’Inter.
All’interno di una situazione d’emergenza, con Brozovic infortunato e Asllani che non dava garanzie, la scelta di puntare sul turco in quel ruolo gli ha cambiato al carriera e ha cambiato l’Inter.
“Ha trovato uno straordinario ispiratore di gioco, nonché un fondamentale uomo di equilibrio” evidenzia il Corriere dello Sport.
Calhanoglu fa la differenza
“Sono passati quasi 4 anni e ben poco è mutato. Nel senso che Calhanoglu continua a fare la differenza: c’è un’Inter con lui e un’altra senza” aggiunge il quotidiano.
“Zielinski ha dato una grande mano - ma in certe partite, contro certi avversari, la sua mancanza si avverte eccome. L’ultimo esempio è proprio la sfida con la Roma. L’Inter ha sbagliato l’approccio, era troppo molle. Soprattutto la mediana non riusciva né a fare filtro né a costruire, nonostante, sulla carta, potesse sfruttare la superiorità. Ebbene, è difficile immaginare che sarebbe successo lo stesso anche con Calhanoglu a dirigere le operazioni. Se non altro non nella stessa misura”.
Calhanoglu e le due fasi
“Il centrocampista turco, infatti, è spesso una sorta di ancora di salvataggio per i compagni: si fa affidare il pallone e sceglie lui come gestirlo. E quasi sempre lo ha deciso in anticipo, quindi nessun tocco in più che finisce per attirare il pressing. In aggiunta, tra le sue qualità, c’è anche quella di saper giocare sia lungo sia corto, quindi la manovra, con lui, è meno prevedibile. Poi c’è il lavoro in fase di non possesso. Perché Calha è anche uno schermo davanti alla difesa: intuisce in anticipo il pericolo e si piazza di conseguenza, oltre a essere sempre attento a non sbilanciare la squadra. Per 4 gare consecutive, l’Inter è andata sotto di 2 gol, beh lui non c’era in 3 di queste 4. Era presente a Madrid, ma le reti incassate sono state conseguenza di marchiani errori individuali”.Chivu decisivo
“Dopo Inzaghi, che ha avuto il guizzo di affidargli la cabina di regia, Calhanoglu ha conquistato anche Chivu, che ne ha subito riconosciuto l’importanza. Il tecnico romeno si è speso perché la scorsa estate non ci fossero brutte sorprese: l’ex-Milan doveva restare a tutti i costi, anche a patto di andare a scadenza nel 2027. Evidentemente, il feeling è reciproco. Non a caso, a differenza di un anno fa, stavolta non ci sono state turbolenze. Vero che si sono rincorse nuovamente certe voci dalla Turchia, ma si sono anche spente subito. Proprio perché nessuno le ha alimentate”.Età e infortuni
“Il vero problema di Calha è l’età. A febbraio, infatti, compirà 33 anni. E il suo corpo non ha più la stessa solidità. Le due scorse stagioni sono stata condizionate dai guai muscolari. E anche in questa si è già dovuto fermare. Ma Chivu ha scelto di accettare il rischio, proprio perché consapevole dell’unicità del turco. Meglio averlo al top anche solo per 20-25 partite, piuttosto che non averlo del tutto. E, infatti, il suo recupero, in queste settimane, verrà seguito con grande cautela. Tanto che non è scontato un suo impiego con il Parma, alla ripresa, così da puntare invece alla più delicata gara di Champions con il Bruges” rivela il Corsport.© RIPRODUZIONE RISERVATA