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Tra tutti i grandi meriti di Cristian Chivu da quando ha preso il comando delle operazioni in casa Inter, c'è anche quello, indubbio, di saper leggere la partita e, di conseguenza, di azzeccare spesso i cambi. Ne parla oggi in edicola anche il Corriere dello Sport:
"Se glielo fai notare, se gli chiedi come faccia ad azzeccare certe scelte o cambiare volto alla sua squadra, lui si schernisce, respinge i complimenti: «Se si parte male la colpa è mia, se all’intervallo si cambia l’esito è merito mio? Semmai, è una somma di fattori. L’intervallo ti permette di far comprendere meglio l’andamento di una partita. Poi sono bravi i giocatori a capire come reagire a determinate avversità». In realtà, contando tutte le volte in cui, con le sue mosse, Chivu è riuscito a raddrizzare le partite, non gli possono non essere riconosciute certe doti".
"Non è mai banale o scontato, infatti, intuire cosa non funzioni o cosa possa essere migliorato e poi intervenire nella maniera giusta. Invece, il tecnico rumeno sembra avere questa sorta di “tocco”. Qualcuno potrà dire che, se azzecca dopo, significa appunto che ha sbagliato prima. E’ l’altra faccia della medaglia, ovviamente. Ma ciò non toglie che saper correggersi in corsa è comunque una dote".
(Fonte: Corriere dello Sport)
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