Il quotidiano nazionale parla dei nomi che vengono associati all'Italia: scelti Mancini e Leonardo, loro due con Malagò devono decidere chi sarà il nuovo ct

"Poi ci diranno che è stato solo uno scherzo, una battuta, che era tanto per confondere le acque. E che ci siamo cascati. Infatti, che scemi: ci siamo cascati. Andrea Pirlo, il nuovo cittì. Ma certo: non poteva essere. Avremmo dovuto capirlo". Comincia così l'editoriale del Corriere della Sera sulle voci che parlano del possibile approdo dell'ex allenatore della Juve sulla panchina dell'Italia.

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L'articolo, firmato da Fabrizio Roncone, è costruito su una domanda: "Ci siamo davvero chiesti: Pirlo, scusate, in che senso? Sul serio c’è qualcuno che sta pensando a lui per la panchina azzurra? Di chi è amico? Perché questa scelta avrebbe solo ed esclusivamente tutti i caratteri dell’amichettismo più peloso, inutile, fatale".

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"Intendiamoci: niente di personale nei confronti di Pirlo, stupendo campione del mondo e sublime interprete di un ruolo delicato come quello del regista. Però anche dimostrazione vivente di quanto sia difficile replicare in panchina i successi ottenuti sul campo. Wikipedia è definitiva: diciamo che Pirlo non ha il rango per ambire alla carica di commissario tecnico. Non in questa complessa e storica fase di ricostruzione del calcio italiano. E, soprattutto, non dopo gli incoraggianti segnali che abbiamo avuto nelle ultime settimane", ha spiegato il giornalista.

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Malagò è un uomo forte, forse l'unico in grado di dare una mano al calcio in questo momento. Al di là della contestazione di qualcuno "per banale antipatia o risentimenti privati", l'ex presidente del Coni ha spazzato via ogni dubbio per come è stato accolto dalla varie categorie, dai calciatori agli allenatori. E ha piazzato un primo colpo: Maldini come direttore tecnico. Una scelta che ha portato anche alla nomina di Leonardo, come advisor.

Anche la Germania deve ricostruire. E ha affidato la panchina a Jurgen Klopp quindi quando è stato fatto il nome di Guardiola per la panchina Azzurra è stata: "Una suggestione legittima. Ci siamo pure un po’ fomentati: Malagò è uno che può riuscire a convincerlo. Un po’ per via delle sue leggendarie capacità di persuasione, un po’ perché — a questo punto della carriera è già nel mito — Guardiola potrebbe davvero decidere di allenare un genere di squadra, cioè una Nazionale, che non ha mai gestito ed educato al suo calcio. Sarebbe una sfida e, insieme, anche un capriccio, una di quelle scelte che nella vita fai soprattutto per te stesso, senza star lì a guardare il conto corrente", si legge nello stesso editoriale.

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"Pirlo sembra costi pochissimo, e ti credo", scrive lo stesso giornalista. Ma Maldini e Leonardo con Malagò parleranno di Conte ("una squadra è capace di migliorartela in poco tempo, però vuol essere ben pagato e ha il limite di stufarsi subito"). E di Mancini. "Accetterebbe un ingaggio ragionevole, è bravo, ma dopo l’ignobile fuga dalla panchina dell'Italia per andare ad arraffare i dollari degli arabi, dovrà mettersi in ginocchio sui ceci e implorarci d’essere perdonato (sperando nell’indulgenza dei tifosi, non scontata)", conclude Roncone.

(Fonte: Corriere della Sera)

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