Da una parte il capitano dell'Inter non vede l'ora di riabbracciare i compagni, dall'altra quello rossonero allunga le vacanze

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VIDEO / Inter, Lautaro, Thuram e Stones al lavoro: primo allenamento ad Appiano

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Dell'importanza di avere un capitano come Lautaro e delle differenze con Maignan, capitano del Milan, ha parlato La Gazzetta dello Sport:

Lautaro Martinez è fatto di quella pasta lì: pasta del capitano. Lautaro ha la fascia e sa che, oltre all’onore, porta con sé una serie di oneri. Come dare il buon esempio. Antonio Conte lo conosce bene e poco tempo fa ha raccontato alla Gazzetta che «esiste un’Inter con Lautaro e un’Inter senza Lautaro». Non è solo una questione di imprescindibilità tecnica, ma anche di guida caratteriale. Di leadership.

Lautaro

Lautaro
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Lo spogliatoio non viene governato a forza di urla, ma di comportamenti. Il gruppo ti segue per ciò che fai, non per ciò che dici. Ieri Lautaro si è presentato ad Appiano Gentile. Avrebbe potuto chiedere un surplus di vacanze? Certo. Gli sarebbe stato concesso? Sicuramente, anche perché poi l’argentino tira la carretta tutto l’anno. Ma non ha fatto nulla di tutto ciò. Lautaro si è goduto venti giorni di riposo, ha metabolizzato la delusione della finale mondiale persa senza giocare nemmeno un minuto e si prepara per un’altra stagione da protagonista. Insieme a lui, ad Appiano, c’era Marcus Thuram che il Mondiale l’ha vissuto da imbucato (un minuto in campo) ma sempre con il sorriso. Lo stesso sorriso mostrato nelle prime immagini in allenamento.

Maignan
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Mike Maignan è un tipo meno solare, questione di carattere. Il suo Mondiale si è concluso il giorno prima di quello di Lautaro, con i sei gol presi dall’Inghilterra nella finale del terzo posto. Ma le sue vacanze dureranno una settimana in più. Il capitano del Milan si ripresenterà a Milanello il 16, quattro giorni dopo la data prevista (che già sembrava generosa). Stesso programma per Rabiot: d’altronde, se lo fa il capitano, possono farlo tutti. L’esempio, già. Maignan è un portiere, svolge una preparazione diversa e impiega poco tempo per prepararsi al debutto ufficiale. Ma se qualche tifoso storce il naso, beh, è normale perché il nuovo calendario impone una partenza lanciata: cinque giornate prima della sosta autunnale, perdere subito terreno sarebbe grave. Evidentemente Maignan non ha considerato come sia finita la stagione del Milan, con la clamorosa esclusione dalla Champions. Non ha considerato la necessità di Amorim di istruire tutto il gruppo. Non ha considerato il suo ruolo nello spogliatoio, importante quanto quello in campo. Ci sono cose peggiori, certo, e se la società gli ha concesso qualche giorno di vacanza in più avrà fatto le sue valutazioni. A Maignan basteranno due paratone per riappacificarsi con i tifosi che faticano a perdonargli pure l’assenza al funerale di Baresi. Era dall’altra parte del mondo e non conosceva bene Franco, vero. Ma il tempo per rientrare c’era e la fascia non è un elemento decorativo: impone una linea di condotta, soprattutto quando bisogna rendere omaggio a chi l’ha indossata magistralmente per 15 anni.

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