Il mancato tesseramento di Malagò rischia di far saltare la sua elezione a presidente della FIGC: il presidente del Coni vuole il commissariamento, pronta la battaglia legale

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La sconfitta dell'Italia di Mancini contro il Belgio non ha attenuato la vicenda della FIGC e tutte le polemiche che ne sono conseguite. Si era riusciti ad evitare il commissariamento della Federazione dopo l'addio di Gravina. Era stato elettò l'ex presidente del Coni Malagò ma un cavillo rischia di rendere vana la sua elezione e di nuovo più concreto il commissariamento. La Federazione finirebbe nelle mani del presidente del Coni Buonfiglio, che ha proprio preso il posto di Malagò al Comitato Olimpico.

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In tribuna all'Olimpico, per la gara contro il Belgio, i due presidenti e il Ministro dello Sport Abodi erano tutti e tre seduti uno a fianco dell'altro. Secondo il Corriere della Sera non si sono quasi mai rivolti la parola. È un segnale inequivocabile del difficilissimo momento al vertice del calcio italiano. E la sconfitta della squadra di Mancini ha fatto solo da amplificatore.

buonfiglio mancini malagò

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"Siamo alla resa dei conti. Buonfiglio ha le idee chiare: sarà lui il commissario (l’alternativa conduce al segretario generale Carlo Mornati) e in tempi brevissimi dovrebbe indire nuove elezioni che, per statuto, si dovrebbero tenere non prima di sessanta giorni in modo da uscire dalla crisi entro la fine dell’anno o al massimo all’inizio del 2027", scrive il quotidiano.

E aggiunge: "Malagò non si arrenderà ed è pronto a dare battaglia in tutte le sedi. Farà ricorso al Collegio di garanzia del Coni e se necessario al Tar e intanto chiederà una sospensiva per evitare la paralisi. In queste settimane dure sta anche lavorando per riallacciare i rapporti con le componenti del suo governo federale. Le parti si sono allontanate, ma si ritrovano unite sotto la stessa bandiera: la politica, quella vera, stia fuori dal calcio. Nessuno in Figc, anche chi ha contestato le scelte del nuovo presidente, si augura il commissariamento. Se ci saranno nuove elezioni, Malagò potrebbe decidere di ricandidarsi, ma dovrà riportare dalla sua parte calciatori e allenatori e non sarà un’impresa facile considerando le frizioni di questi tre mesi. L’ex capo dello sport sta tirando fuori tutte le sue doti persuasive. Mentre Mancini deve scuotere il gruppo. Se vincesse il derby con Montella darebbe una mano al suo datore di lavoro e anche a sé stesso".

(Fonte: Corriere della Sera)

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