Ieri si è abbattuto un terremoto sul Manchester City, giudicato colpevole di 114 violazioni del Fair Play Finanziario e che ora rischia pesanti sanzioni
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Ieri si è abbattuto un terremoto sul Manchester City, giudicato colpevole di 114 violazioni del Fair Play Finanziario e che ora rischia pesanti sanzioni. Come sottolinea Il Giornale, la questione si fa delicata anche per il ct dell'Italia Roberto Mancini:
"Il City ha commesso, dal 2009 al 2018, 114 violazioni fiscali e regolamentari, in quel periodo ha vinto tre Premier League (due sul Manchester United e una sul Liverpool), 1 coppa d'Inghilterra, 3 coppe di lega e 1 Community Shield (...). Il ct azzurro avrebbe sottoscritto, dal 2009 al 2013, due contratti: uno ufficiale con il club per 1,45 milioni di sterline. l'altro, di 1,75 milioni di sterline, attraverso Al Jazira Sports and Cultural dell'Arabian Gulf Club che era sotto il controllo della proprietà del City, l'Abu Dhabi United Group. Mancini, al tempo, ha affermato di avere pagato le tasse e di non avere ricevuto alcun avviso legale".
"La questione si fa delicata, considerata la scelta "etica" operata da Malagò che aveva bocciato la candidatura di Andrea Pirlo legato ad sponsor russo. Le accuse al City sono, nello specifico: 54 mancate comunicazioni finanziarie, 14 mancati chiarimenti sui contratti calciatori e allenatori. Il club rischia: una pеsante multa, la retrocessione, la penalizzazione in classifica, l'esclusione dalla Champions League. È lo scandalo più clamoroso del calcio inglese e mondiale, non riguarda soltanto il club ma anche i tre allenatori che hanno guidato la squadra degli emiri di Abu Dhabi e può avere serie ripercussioni nella Premier".
(Fonte: Il Giornale)
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