Dopo il grosso errore è arrivata la reazione e una grande prestazione per Martinez
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Dopo il grosso errore è arrivata la reazione e una grande prestazione per Martinez. Chivu ha apprezzato il fatto che il portiere si sia messo subito alle spalle l'infortunio e non lo ha messo in discussione.
"La palla pasticciata con i piedi e sottratta in un amen da quella volpe di Federico Valverde ha annacquato, se non cancellato del tutto, i miracoli in serie sparsi dopo da Pepo Martinez: è un’altra beffa tra le tante nella notte di Madrid. Eppure non c’è nessuno dentro l’Inter che dia a Pepo una responsabilità diretta per la caduta col Real: non è solo colpa del portiere, nonostante i nerazzurri abbiano perso per una sola rete e quella decisiva nel conteggio nasca proprio dallo scivolone spagnolo. Se già nel dopo partita Cristian Chivu aveva dato un calcione ad ogni possibile polemica sul numero uno, un’altra barriera di protezione è stata costruita dai dirigenti nerazzurri. Tutta insieme, l’Inter si è stretta attorno a quello che era e che resta il portiere titolare della squadra: potrebbe esserlo anche lunedì, a San Siro contro l’Udinese", scrive La Gazzetta dello Sport.
Il tecnico pensa da tempo al momento in cui dare fiducia a Ivan Provedel, acquistato con la promessa di avere più minuti di una normale riserva tra i pali, ma far debuttare l’ex Lazio subito dopo il guaio del compagno al Bernabeu rischierebbe di lanciare un segnale contrario a quello voluto: ora Martinez va protetto, nel pubblico e nel privato. Chivu lo fece già con Sommer esattamente un anno fa: dopo l’errore a Torino con la Juve, a maggior ragione decise di insistere sullo svizzero nella successiva di Champions in casa Ajax.
Non c’è sentore che l’inciampo abbia lasciato particolari conseguenze, nessuno vede rischi sul futuro rendimento. Già durante il viaggio di ritorno dalla Spagna all’Italia, lo staff dell’allenatore, quello che smonta e rimonta le partite come fossero pezzi di motore sul banco di un’officina, aveva dato la propria spiegazione all’accaduto: lo sbaglio (comunque grave) non nasce da ragioni tecniche, ma da una questione di tempismo con i piedi, e anche per questo non porta a cambiare valutazione su questo 28enne, silenzioso e riservato. Nel fare soltanto il tradizionale mestiere con le mani, lo spagnolo ha, invece, fatto un figurone. Anzi, è proprio la capacità di reazione all’errore che fa ben sperare pensando all’Udinese. In realtà, nessuno alla Pinetina si è davvero stupito dei miracoli su Bellingham: l’intervento istintivo ed esplosivo appartiene al bagaglio di questo portiere da 191 centimetri di altezza, promosso dopo due anni di impercettibile servizio alle spalle di Sommer, anche su suggerimento di Gianluca Spinelli. È un guru della materia, riconosciuto a livello internazionale, e il massimo preparatore nerazzurro tra i pali. Anche lui ha apprezzato la crescita di Martinez, che ha alzato il livello di professionalità negli ultimi mesi, nonostante i tormenti nel privato e quell’accusa di omicidio stradale sulla testa", spiega Gazzetta
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