Inter-Fiorentina è terminata: qui le parole in conferenza stampa di Cristian Chivu allenatore nerazzurro
VIDEO FCIN1908 / Inter-Fiorentina 2-1: vittoria da Pazza Inter. Thuram sale in cattedra
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Triplice fischio al Meazza di Inter-Fiorentina. Cristian Chivu, allenatore nerazzurro, è intervenuto in conferenza stampa in questi minuti. Qui le sue parole, raccolte dall'inviato di Fcinter1908.it: "Abbiamo fatto una buona gara sotto tutti i punti di vista, poi siamo andati sotto con il punto della domenica, ma ci sta. Bisogna crederci fino in fondo, fare del nostro meglio e avrei detto le stesse cose anche se fosse finita 0-1 o 1-1. Per quello che abbiamo fatto, per la capacità di andare sempre in area loro senza subire ripartenze, sono felicissimo. La parte mentale è importantissima, oggi non ci siamo fatti prendere né dal panico né da qualche ingiustizia. E' merito della squadra, di chi ha giocato dall'inizio e di chi è subentrato poi".
Come hai trasformato Thuram in questo giocatore devastante?"Non so se è merito mio o di Zidane (ride, ndr). Tira fuori la sua leadership, quello che è lui. Si è preso la responsabilità sulle spalle nel momento senza Lautaro, ne abbiamo parlato durante la sosta quando è rimasto ad Appiano. E' un giocatore straordinario e lo fa vedere, si è messo a scattare e saltare l'uomo anche al 100'. E' entrato in area con ferocia devastante, quando ti punta con quella velocità c'è sempre il rischio che ti salti o succeda qualcosa. Gli abbiamo dato anche un giorno di riposo domani nonostante la squadra si allenerà".
Come mai non calcia i rigori?"Ne abbiamo tanti di rigoristi. Lui si diverte, è un generoso e strafelice per gli altri. Dubito un giorno inizierà a calciare i rigori. Prendiamoci quanto di buono sta facendo, non essere stato convocato gli ha dato qualcosa in più dal punto di vista motivazionale. Ha un valore importante".
Hai visto la motivazione dell'ultima parte della partita con lo Shakhtar?"Sì, anche se oggi abbiamo affrontato una squadra organizzata e non facile da aprire. Ho visto comunque la cattiveria giusta. Giochiamo ogni tre giorni, a volte dobbiamo anche capire determinate cose e cosa siamo in grado di fare. Abbiamo aggiunto quello che serviva. Poteva crollare il castello quando siamo andati sotto, ma abbiamo mantenuto lucidità e voglia per riprendere la partita e alla fine siamo stati premiati. Non abbiamo mollato. Andare sotto per tante volte di fila può crearti anche qualche dubbio, ma le partite vivono di episodi e di momenti. Non dobbiamo accontentarci quando le cose vanno bene, né abbatterci quando vanno male. Succederà anche di andare in vantaggio e poi perdere, ma non dovrà essere un caso. Come non deve esserlo ora".
Quanto può crescere ancora Lavelli?"La scelta di aggiungerlo arriva dal fatto che riempivamo poco l'area con le mezzali. C'era sempre questo accerchiamento in cui volevamo palla fuori area, ma non avevamo gente dentro. Abbiamo scelto lui, come potevamo scegliere anche Mosconi. Andrei piano con i ragazzi, facciamo sempre l'errore di esaltarli per qualche gara. Devono dimostrare, dare continuità al loro potenziale. Non guardo la carta d'identità con Mkhitaryan come non lo faccio con Lavelli, sono coerente, ma bisogna accettare il fatto che non è sempre semplice entrare in una squadra già formata, con certi valori. Loro devono farsi trovare pronti. Magari martedì andrà a giocare con l'Under 23, ma la vita è questa. Oggi vederlo tenere una palla a 40 metri e ottenere una rimessa laterale è tanta roba, ma è presto di parlare di determinate cose. Determinate squadre hanno una pressione che non permette di fare certe scelte e bisogna dirlo. Mi dispiace dirlo, ma è la verità. Funziona così anche nella Juve, nella Roma, meno nel Como dove sono tutti giovani. Lui deve continuare così".
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