L'allenatore nerazzurro ha analizzato in conferenza stampa quanto accaduto nei 90' appena terminati all'Olimpico
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Triplice fischio. Roma-Inter è terminata da poco e Cristian Chivu ha raggiunto la sala conferenze per analizzare quanto accaduto sul terreno di gioco dell'Olimpico. Qui le sue considerazioni, raccolte dall'inviato di Fcinter1908.it a Roma: "Quando la partita dura 100' bisogna approcciarla in maniera giusta, io partirei dalla reazione contro una squadra forte, che può metterti sempre in difficoltà. C'è da lavorare, ci sono due fasi nel calcio e bisognare tutto. Qual è il problema dell'ennesima situazione di svantaggio? Quello che penso l'ho detto alla squadra, anche in settimana per tutto il tempo: bisogna correggere determinate cose. Spero abbiamo capito tutti cosa ci sia da migliorare.
Cambiare le due punte al 90'? Questi siamo noi e ciò che si intende sul valore dei subentrati. Potevo farli prima i cambi? Non lo so. Lautaro e Thuram qualcosa avevano ancora anche sul 2-2, anche l'esperienza. Mi prendo tutte le cose buone che fanno i ragazzi. Finché si tira fuori la miglior versione di ciò che si ha, quando si prova a dare una mano alla squadra faccio i complimenti a tutti. Oggi all'intervallo c'era bisogno di tutti e l'hanno fatto vedere nel secondo tempo.
Prima da titolare di Curtis Jones? Come tutta la squadra, poteva e doveva far meglio. Non vado sui singoli, vado sul gruppo e quanto fatto da tutti, anche le mie scelte. La strada è lunga, c'è tanto lavoro da fare sotto tanti punti di vista, sia quando si ha la palla che quando non la si ha, per raggiungere ciò che ci è mancato. Sappiamo tutti cosa non ha funzionato, sono piccoli dettagli che sono sicuro non si ripeteranno. Questione di atteggiamento? Non c'è un giocatore che decide di reagire soltanto dopo, bisogna capire che nel calcio ci sono due fasi. Oggi non era semplice, non dobbiamo neanche essere sorpresi di quanto fatto dalla Roma nel primo tempo. Hanno qualità, ma anche una struttura fisica che poteva metterci in difficoltà.
Non dobbiamo aspettare e reagire, ma agire dall'inizio: abbiamo le carte in regola per fare un determinato tipo di partita. Non sembriamo feroci e grossi, ma lo facciamo vedere quando si va sotto e dobbiamo farlo dall'inizio. Partita da Premier? E' migliorata la qualità, l'intensità. Si gioca di più a viso aperto. Ovvio ci siano momenti in cui rifiati o l'avversario ti costringe ad abbassarti, ma sta cambiando il modo di vedere il calcio, ma siamo sulla strada giusta. Ci saranno sempre le solite domande quando subisci, ma sono giuste perché nel calcio c'è bisogno di equilibrio, servono tante cose per portare a casa la partita e raggiungere gli obiettivi. Per fortuna mi piace ciò che vedo, le nuove regole hanno dato più vivacità e tolto tempi morti in cui qualcuno magari pensava a rifiatare. A me piace, siamo sulla strada giusta. Bisogna anche accettare che a volte le partite possono finire 5-2, 5-3, 4-4. Sarà un problema nostro risolvere certe cose, ma queste cose mi piacciono".
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