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Garlando: “Inter-Napoli partitone prima, figuriamoci ora. Allegri? Provoca col cortomuso ma…”

Garlando: “Inter-Napoli partitone prima, figuriamoci ora. Allegri? Provoca col cortomuso ma…”

Intervenuto sulle colonne de La Gazzetta dello Sport, Luigi Garlando ha commentato così i risultati del sabato e presentato Inter-Napoli

Matteo Pifferi

Intervenuto sulle colonne de La Gazzetta dello Sport, Luigi Garlando ha commentato così i risultati del sabato e presentato Inter-Napoli:

"La caduta del Milan, dopo 208 giorni d’imbattibilità, incendia Inter-Napoli di stasera. Simone Inzaghi ha l'occasione unica di accorciare sulle due capolista in un colpo solo e di addormentarsi a 4 punti dalla vetta. Luciano Spalletti ha l’occasione di prendere il largo (+3 sul Milan) e di lasciare la sua ex, l’Inter, a -10. Già era un partitone prima, figuriamoci ora. Il Milan non perdeva dal 26 aprile (Lazio-Milan 3-0). La seconda difesa del campionato (11 gol in 12 partite) ne ha prese 4 in una notte sola, con un’impressionante dose di masochismo: Tatarusanu ha regalato il primo gol con l’aiuto di Gabbia che si è fatto sbranare da Vlahovic sul terzo. Lo svampito Theo Hernandez ha regalato il quarto. Troppo. Le alternative difensive, alla lunga, potrebbero essere un problema per Pioli, che può salvare due aspetti dal tonfo fiorentino: non è stata una crisi di gioco, il gioco c’è, il Milan ha fatto a lungo la partita. Secondo aspetto buono: Ibrahimovic, dopo un primo tempo sofferto, ha segnato 2 gol e mezzo. Zlatan sta tornando e ce n’è bisogno, nel momento chiave della stagione, dopo la prima sconfitta, che è sempre più traumatica delle altre, a pochi giorni dal passaggio a Madrid per salvare l’ultima speranza di Champions. Il dolore della caduta aiuterà a recuperare il massimo dell’attenzione (vedi Theo) e della determinazione".

"Splendida Fiorentina, per applicazione e lucidità, arrivata sulla soglia della Champions. A differenza degli incroci precedenti con le grandi, ha sfruttato tutto ciò che ha avuto e stavolta ha evitato la rimonta. Travolgente Vlahovic, oltre la doppietta: nei 5 campionati big, solo Lewandowski (38) ha segnato più del viola (27) nel 2021. La Juve lo desidererà ancora di più. Pe segnare, ieri, ha dovuto mandare due volte sul dischetto il suo stopper: Bonucci. Alzi la mano chi non ha pensato a Jorginho. La vittoria sulla Lazio ha un’eco importante in classifica: Allegri aggancia Sarri al quinto posto, in odore di Champions, a 4 punti dall’Atalanta che ospiterà sabato prossimo a Torino. Se anche oggi la Roma dovesse vincere e sorpassare, cambierebbe poco. Per quanto riguarda scalate più ambiziose, anche l’Olimpico ha confermato che, al momento, questa Juve non è in grado di recuperare una decina di punti a chi sta in testa. Ma ha le risorse per crescere e giocare meglio di così".

"Quella di ieri è stata la prima vittoria di Allegri non di corto muso, ma l’aspetto più positivo della Juve è stato ancora una volta la difesa. Non ha concesso nulla alla Lazio, agevolata dall’assenza di Immobile. L’unica occasione per Sarri è arrivata dopo l’ingresso di Muriqi. Però la partita l’ha fatta la Lazio e la Juve si è limitata a ripartire. È l’idea di gioco che preferisce, ma è difficile recuperare una decina di punti così con 9 uomini sotto la linea della palla, anche perché la Juve troverà molte squadre chiuse che offriranno pochi spazi per ripartire. Serve una proposta di gioco più coraggiosa. Max, nonostante si diverta a provocare col corto muso, è il primo a saperlo. Forse ieri ci sono stati i primi indizi di svolta: il 4-3-3 dopo l’uscita di Danilo e lo spazio concesso a Kulusevski e Kean, finora poco impiegati, che potrebbero spingere avanti la Signora. Vedremo se contro l’Atalanta arriveranno altri indizi. Ieri la Dea ha segnato 5 gol, ha ritrovato uomini preziosi come Muriel e Pessina, è in crescita atletica, si rafforzerà davanti (Boga?). Tenetela d’occhio, perché il Gasp ha gli arnesi per salire ancora".

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