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GdS – L’Inter trasformata, ha cambiato pelle: gol da Camp Nou, ma il vero segreto…

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L'analisi de' La Gazzetta dello Sport all'indomani del successo nettissimo per 3-0 dell'Inter di Simone Inzaghi sulla Roma

Alessandro De Felice

Tre schiaffi in appena un tempo e una vera e propria lezione di calcio. L'Inter archivia la pratica Roma in appena 45 minuti, poi si limita a gestire il vantaggio conquistato. Una vera e propria lezione di calcio di Simone Inzaghi al grande ex José Mourinho, che perde un'altra partita ed è in crisi nera.

La Gazzetta dello Sport analizza la sfida all'indomani del successo per 3-0 dei nerazzurri firmato da Hakan Calhanoglu, Edin Dzeko e Denzel Dumfries:

"La muta si può dire terminata all’Olimpico, con questo spettacolare 3-0 alla Roma che ha portato l’Inter al secondo posto a -1 dal Milan. Il Biscione ha cambiato pelle: non è più solo solidità e potenza, è soprattutto bellezza. Una trasformazione quasi lombrosiana. L’Inter di Conte prima rifletteva il fisico compatto di un ex mediano da lotta; quella di Inzaghi si specchia nei lineamenti eleganti e cinematografici di un ex centravanti leggero. Il manifesto estetico di Simone è stato il secondo gol, arrivato in coda a un palleggio da Camp Nou, corto, preciso insistito, tra Perisic, Correa, Bastoni, Calhanoglu che ha portato in rete Dzeko".

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"Per tutta la partita il gioco nerazzurro è sgorgato così: facile, bello, dominante. Calhanoglu e Brozovic padroni in regia, alle spalle di una falange a quattro, perché i due esterni stavano sempre altissimi. Bastoni in appoggio costante: ha firmato l’assist per il terzo gol di Dumfries e ha partecipato al secondo. Un terzino che manda in gol l’altro, anche questo è un manifesto".

"Ma lo è pure il primo di Calhanoglu direttamente da corner: gol olimpico all’Olimpico. Il turco è il vero segreto della muta. Gli equilibri che non aveva l’Inter quando perse su questo stesso campo, il 16 ottobre, contro la Lazio, li ha portati lui, con il suo palleggio, il suo dinamismo, il suo senso tattico. Per Calha: quarto gol nelle ultime cinque partite e un altro assist, a Dzeko. Ha trovato un’intesa virtuosa con Brozo che è salito di status. Ora gioca con nuova personalità e nuova pulizia tecnica, come quelli che litigano per il Pallone d’oro".

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"Al termine della muta, l’Inter di Inzaghi ha un punto in più di quella di Conte e una migliore differenza reti. Con i tre gol di ieri ha voluto appiccicare le sue figurine su quelle del predecessore. Ci avete fatto caso? Hanno segnato Dumfries, Calhanoglu e Dzeko, cioè le controfigure di Hakimi, Eriksen e Lukaku. Nei punti in cui avrebbe dovuto indebolirsi, l’Inter ha mostrato invece punti di forza. Con Salernitana, Cagliari e Torino come prossime tappe e, con le concorrenti che si incrociano, l’Inter si è messa in testa il sorpasso di Natale. Ma, soprattutto, può sognare il bersaglio grosso, anche perché ha alternative all’altezza, che, per esempio, hanno reso trascurabile l’assenza di De Vrij, totem difensivo, e quella di Lautaro, ben sostituito da Correa, che però si è infortunato. Unica amarezza della trionfale vacanza romana".

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