Il pensiero del direttore del Corriere dello Sport nel suo editoriale di questa mattina

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VIDEO FCIN1908 / Malagò: "Calcio italiano metta da parte i personalismi così le istituzioni..."

Il terremoto di ieri è al centro della cronaca sportiva. Ne ha parlato anche Ivan Zazzaroni, direttore del Corriere dello Sport, nel suo editoriale di oggi. Queste le sue considerazioni:

Aia arbitri Serie A
Il comunicato AIA

Scacciate i retropensieri, nessuno pensi male. E' più importante, quasi vitale, arrivare alla verità e sapere se Rocchi sia effettivamente intervenuto in sala Var per accelerare la verifica di un rigore (che c’era) e se la scorsa stagione - come si legge nei capi d’imputazione - abbia scelto arbitri graditi all’Inter, come Colombo di Bologna-Inter 1-0. Forza, è stato trovato un simpatico modo per festeggiare i vent’anni di Calciopoli. Ripensando anche ai recenti casi Trentalange e D’Onofrio, però, vien voglia di azzerare tutto e affidare la direzione delle partite all’intelligenza artificiale, perché quella arbitrale non offre più garanzie.

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In più di un’occasione ho espresso un pensiero sulla compagnia dei fischietti che, come tutte le categorie, non sa cosa significhi l’ unità d’intenti e di sistema e la solidarietà tra colleghi. Nell’AIA esiste da sempre un governo, vicino al designatore, e un’opposizione, costituita dai direttori di gara meno utilizzati, dai dissenzienti e dagli esterni, i dismessi. Non vi dico i veleni e i contrasti, talvolta soffocati Oltre alle tensioni e alle pressioni derivate dalla partita in sé e dagli interessi che muove, gli arbitri sono perciò costretti a operare con un bisonte sulla schiena. Non è difficile individuare anche nei giudizi di chi una volta abbandonata l’attività si ricicla in tv , simpatie e antipatie personali che hanno radici lontane e collaborazionismi.

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