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fcinter1908 ultimora Bucchioni: “Leao, altro che clausola: ecco quanto vale. Ibra fatica a fare il manager”

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Bucchioni: “Leao, altro che clausola: ecco quanto vale. Ibra fatica a fare il manager”

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Il giornalista ha parlato del momento in casa rossonera, tra il caos post annuncio di Leao e la situazione societaria
Alessandro De Felice
Alessandro De Felice Redattore 

Nel consueto appuntamento con l'editoriale su TMW, il giornalista Enzo Bucchioni si è concentrato sul Milan, tra l'addio annunciato da Rafa Leao e la situazione societaria, con quello che viene definito "l'Ibrahimovic 'one man show'".

Bucchioni: “Leao, altro che clausola: ecco quanto vale. Ibra fatica a fare il manager”- immagine 2

"In attesa dell’allenatore che verrà, con i dirigenti da scegliere e Ibra a farla da padrone, l’ultimo strappo è quello di Rafa Leao. Il suo addio al Milan è chiaro, tondo e indiscutibile, non ammette replica. Una stagione fallimentare continua a provocare conseguenze che non si riesce bene a capire come e in quanto tempo potranno essere sistemate. Dopo Allegri, Furlani e Tare “esonerati” dalla società, è arrivata la decisione dell’attaccante che ritiene finita la sua storia in rossonero. Dopo sette anni fra alti e bassi, soprattutto moltissime attese, al termine della sua stagione peggiore, mai al centro dell’idea di Allegri che lo vedeva centravanti, tra liti sue e di altri, in un clima che ha reso tutto complicato, Leao ha deciso di provare a rilanciarsi da un’altra parte. Del resto è comprensibile, a 27 anni deve provare a fare l’ultimo step di una carriera dalla quale poteva venire di più per le qualità tecniche del giocatore. La Premier lo corteggia da tempo, sono tante le squadre che potrebbero ingaggiarlo. Lo United lo segue, sarebbe disposto a spendere una quarantina di milioni e qui sorge già il primo problema. Leao ha una clausola rescissoria da 175 milioni, un contratto che scade fra due anni e un ingaggio da sette milioni netti. Numeri non banali. Il Milan che farà? Il giocatore è andato in difficoltà in una annata che ha condizionato tutti, ma è stato comunque il miglior marcatore dei rossoneri con nove gol. Quaranta milioni sono pochi, valutazione rapportata al momento, ma i rossoneri sanno che pur senza svendere, dovranno accontentarsi, sarà difficile arrivare ai sessanta milioni ipotizzati. Si spera nel mondiale. Leao potrebbe anche rilanciarsi con il Portogallo, servirà pazienza, non è un’operazione nel breve anche se club turchi si erano fatti immediatamente avanti ricevendo dei no. C’è sempre l’Arabia, ma il giocatore ha dato la sensazione di voler ancora confrontarsi nel calcio che conta".


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Poi sulla situazione societaria:

"Visto quello che è successo, sembra di capire che uno come Ibra, un uomo solo al comando, one man show, faccia fatica a fare il manager. Se Cardinale non lo capisce è logico pensare che alla prima partita storta o per qualche cosa non gradita, Ibra possa ritornare a fare quello che ha buttato all’aria l’ultima stagione. Si decida a fare il direttore sportivo e l’allenatore insieme, in attesa di diventare Dio. Dico questo perché le dinamiche del calcio sono note e senza una catena di comando coesa, sarà difficile per il Milan uscire fuori da questo empasse. Se Rangnick dovesse rifiutare la proposta di Cardinale, vorrebbe dire che ha capito di non poter lavorare in autonomia".