Paolo Condò analizza le squadre che si daranno battaglia per il tricolore, a partire dai Campioni d'Italia
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Alla vigilia dell'inizio ufficiale della Serie A, dalle colonne del Corriere della Sera, Paolo Condò analizza le squadre che si daranno battaglia per il tricolore, a partire dai Campioni d'Italia. "L’Inter, per cominciare. La più forte, e con un certo distacco, un instant team capace ormai da anni di rigenerarsi seguendo il modello virtuoso dei tre forni: campioni stagionati ma liberi (Akanji, Stones), buoni progetti a costo contenuto (Bisseck, Spence), ragazzi di qualità cresciuti in casa (Esposito, magari Bovio). Marotta ha avuto la tentazione del colpo d’ala, Palestra: progetto più che buono, ma a costo non più contenuto, e la proprietà l’ha lasciato cadere stabilendo definitivamente i suoi paletti, che peraltro stanno risanando il club. L’Inter è la logica favorita per un altro scudetto, ma per lei e per le altre questa sarà — dovrà essere — una stagione speciale in Europa".
"Chivu ha superato il rodaggio con gioco e risultati. La sua squadra è la formazione più qualificata, ha la rosa attrezzata per il doppio fronte: la Champions ora è la prova più attesa. Veniamo da un’annata mortificante: nessuna squadra italiana oltre i quarti nelle due competizioni cadette, e in Champions la sola Atalanta ha passato il barrage dei playoff, peraltro lasciandosi poi prendere a schiaffi dal Bayern. Una primavera in cui queste eliminazioni hanno fatto scopa col disastro azzurro, ecco il vero tema: l’anno scorso non sono mancati soltanto i giocatori italiani, ma pure gli stranieri, gli allenatori, i dirigenti, l’intero ambiente. E quindi mai come adesso siamo all’anno zero".
"L’Inter è la nostra formazione più qualificata, in tempi recenti ha raggiunto due finali di Champions, Chivu ha superato il rodaggio con gioco e risultati. La sfida europea è la logica prosecuzione del suo buon lavoro, come ha ricordato lo stesso Marotta, e al di là del fatto che la rosa sembra attrezzata per il doppio fronte, ci aspettiamo che nelle strettoie stagionali il match di Champions a eliminazione diretta venga privilegiato: lo scorso febbraio a Bodo l’Inter risparmiò Dimarco, mvp stagionale, per averlo al top tre sere dopo a Lecce. Magari non sarebbe cambiato niente. Magari sì".
"Di certo una squadra come l’Inter deve porsi come traguardo realistico almeno i quarti di Champions. E naturalmente non è la sola ad avere questi «obblighi», visto che i club nelle coppe giocano per sé ma anche per la classifica per nazioni, quella che aumenta o riduce i posti nelle competizioni continentali. La Juventus e il Milan sono di gran lunga i club più nobili iscritti all’Europa League: devono puntare a vincerla".
"La stessa Atalanta è chiamata a competere in Conference. Torniamo alla Champions. Prendendo Allegri il Napoli ha comprato anche la sua storia europea, che Conte non ha. La qualificazione della Roma era attesa da così tanto che ora Gasperini vorrà restare nel torneo il più a lungo possibile. Il Como, infine: debuttante, certo, ma nessuno pensi che Fabregas sia arrivato in Champions per farsi malmenare. La sua carriera europea da giocatore è passata per Barcellona e Londra, un percorso che presumibilmente ripercorrerà da allenatore: questa stagione sarà il suo biglietto da visita".
"È importante per la salute della serie A che tutte le squadre iscritte alle coppe le affrontino con impegno, perché se una comincia a risparmiare energie per il campionato il rischio diventa l’effetto domino. La vera gerarchia alle spalle dell’Inter sarà più chiara dalla terza giornata in poi, a mercato chiuso, e poi dalla sesta, dopo la maxi-sosta per le nazionali. I primi cinque sono quindi turni-trappola, perché 15 punti in palio non sono pochi, e l’accoppiata Inter-Napoli e Juventus-Milan alla terza è uno snodo già interessante, per quanto prematuro".
(Corriere della Sera)
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