Toni accesi, scontri durissimi e posizioni sempre più inconciliabili: è la sintesi del Consiglio della Fifa
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Toni accesi, scontri durissimi e posizioni sempre più inconciliabili: è la sintesi del Consiglio della Fifa andato in scena a Zurigo, dove la Uefa ha chiesto ancora una volta un passo indietro a Gianni Infantino dalla guida della calcio mondiale; mentre il numero 1, forte del sostegno della maggioranza delle altre confederazioni continentali, ha ribadito di non avere alcuna intenzione di farsi da parte. Tre ore e mezza di riunione definite "molto franche" da Debbie Hewitt, presidente della Football Association e vicepresidente della Fifa, che però non hanno cambiato le posizioni tra i contendenti.
La Fifa ha presentato un piano di sviluppo da 6,35 miliardi di dollari per i prossimi quattro anni grazie alle risorse legate al successo commerciale degli ultimi Mondiali. In estrema sintesi, ha proposto di distribuire 25 milioni di dollari a ciascuna delle 211 federazioni. Si tratta di una cifra nettamente superiore alle previsioni precedenti. Infantino può quindi spendersi questo successo in vista delle elezioni della prossima primavera. Ma non tutti i 36 membri del Consiglio hanno gradito l'iniziativa, proprio subodorando una manovra elettorale. Lo scontro non si attenua, con la Uefa che potrebbe presto indicare un proprio candidato da contrapporre al dirigente italo-svizzero.
Nel corso del Consiglio, Infantino si è scusato per "non aver informato" i membri dell'Esecutivo del piano Ffe, che prevedeva la privatizzazione dei diritti commerciali del Mondiale, anche se ha insistito "sul fatto che l'obiettivo era aumentare gli investimenti e canalizzarli efficacemente". "Nei dieci anni trascorsi da quando sono presidente - ha detto - si è passati da 1 milione di dollari ad un piano da 25 milioni di dollari per ognuna delle 211 federazioni affiliate". Gli oppositori hanno nuovamente chiesto di avere a disposizione i documenti sul progetto. "Infantino deve fornire delle risposte; se non lo farà, non sarà idoneo a ricoprire la carica di presidente della Fifa", ha detto la Hewitt spiegando che nel corso della riunione sono stati chiesti chiarimenti anche sul caso del calciatore statunitense Folarin Balogun, la cui squalifica per una partita fu cancellata nel corso dell'ultimo Mondiale, e sul Premio per la Pace assegnato a Donald Trump.
Quanto al calciatore Usa, la Fifa ha replicato, sostenendo che il Comitato legale effettuerà una revisione delle procedure disciplinari e che questa sarà presentata alla prossima riunione del Consiglio a dicembre. La Federcalcio mondiale ha istituito un gruppo di lavoro per esaminare il quadro di governance della Fifa, mentre il Comitato per la responsabilità sociale del calcio è stato incaricato di valutare il Premio Fifa per la pace: una decisione sarà presa nella prossima riunione.
Non tutte le voci sono però contrarie a Infantino che, al netto dell'opposizione della Uefa, pare aver ricompattato il gruppo dei suoi sostenitori dall'Asia, all'Africa al Sud America. "Sono certo che Gianni Infantino sia il presidente giusto. La maggioranza vuole che Gianni Infantino resti", ha detto Ahmed Yahya, presidente della Federcalcio mauritana, al termine del Consiglio della Fifa a Zurigo. Yahya ha difeso l'espansione della Coppa del Mondo a 48 squadre e "il principio di uguaglianza della Fifa", sottolineando che "ogni associazione membro ha pari diritto di voto al Congresso Fifa, indipendentemente dalla ricchezza o dalle dimensioni del Paese".
Riguardo alle richieste di riforme, Yahya ha affermato che i cambiamenti non dovrebbero limitarsi alla sola Fifa, ma dovrebbero estendersi anche alle federazioni calcistiche nazionali e alle confederazioni continentali.
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