Giovanni Malagò è il nuovo presidente della FIGC. Dopo la riconferma in blocco del Consiglio federale è arrivata la nomina del numero uno attraverso la procedura di voto.

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FIGC, Malagò è il nuovo presidente: battuto Abete, le prime parole e il programma
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Al Rome Cavalieri-A Waldorf Astoria Hotel di Roma è andata in scena la votazione con i 273 delegati delle sei componenti federali chiamate a scegliere il n.1 della Federcalcio.
L'ex numero uno del Coni è stato eletto all'Assemblea elettiva della Figc con 343.084 voti pari al il 68,58%. Mentre Giancarlo Abete si è fermato a 145,936 voti, pari al 29,17%. Le schede bianche sono state il 2.25% (pari a 11,272 voti).
Malagò raccoglie, dunque, l’eredità lasciata da Gabriele Gravina, che si è dimesso dopo la mancata qualificazione ai Mondiali in corso in Messico, Canada e Stati Uniti.
"È veramente molto profondo ed emozionante per il senso di responsabilità che ho. Da solo non potrò fare niente, ma con voi posso fare tutto" le prime parole da presidente della Federcalcio.
La proposta di Malagò ha tra gli obiettivi la valorizzazione dei vivai e dei giovani calciatori italiani, con incentivi destinati alle società che puntano sui giovani, anche in forma di tax credit, riformando il lavoro sportivo con una revisione dell’abolizione del vincolo. Malagò vuole anche intervenire sulle operazioni tra club italiani, per fare in modo che non “costino” più (considerando l’Iva) di quelle con società straniero. Priorità al rilancio delle infrastrutture, con misure per favorire la costruzione e la riqualificazione degli stadi. Sul fronte sostenibilità, 100 club professionistici sono considerati troppi, con il nuovo numero uno che vuole far sì che ogni squadra concluda la stagione senza intoppi attraverso criteri più stringenti per le licenze nazionali (idea portata avanti con convinzione anche dall’Aic). In generale per l’ex presidente del Coni la locomotiva del calcio tornerebbe ad essere la Serie A. Malagò rivendica la necessità di mantenere un dialogo costante senza rinunciare all'autonomia della Federazione.
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