Il giorno dopo il pareggio contro la Lazio, dalle colonne della Gazzetta dello Sport, Sebastiano Vernazza analizza la gara del Milan
VIDEO / Capello: "Inter e Roma in grande forma! Finalmente gli arbitri..."
Il giorno dopo il pareggio contro la Lazio, dalle colonne della Gazzetta dello Sport, Sebastiano Vernazza analizza la gara del Milan di Amorim. "Non ci siamo, l’ennesima rivoluzione portoghese non ingrana, il Milan di Ruben Amorim resta una squadra errante nel duplice significato della parola: sbaglia molto — il primo tempo contro la Lazio è stato orribile — e vaga alla ricerca di un gioco preciso, di un’identità. All’intervallo, l’allenatore ha sostituito tre giocatori, l’ammissione di quanto avesse pasticciato nel comporre la formazione iniziale. Tra i bocciati spiccava Luka Modric".
"L’ex Pallone d’oro ha perso 13 palloni, una cosa inaudita per un fuoriclasse come lui, però la falla era già evidente a luglio sulla carta: Modric non può giocare in una mediana a due, con un unico compagno a fianco. Non ha più l’età, ha bisogno di una scorta, delle due mezzali che lo affiancavano nella scorsa stagione con Massimiliano Allegri. Nella ripresa, Moreira ha segnato due gol bellissimi e ha sanato il risultato, ma rimane l’impressione di estemporaneità, di una reazione legata al carattere, ai nervi".
"Quattro giornate sono poche per esprimere giudizi definitivi, Amorim ha diritto a un ritardo accademico, però il processo di rinascita va accelerato per non staccarsi dal gruppo di testa. Per il momento, Ramos è più vicino a Santiago Gimenez che a Olivier Giroud, il “9” dell’ultimo scudetto: impegno sì, gol pochi, soltanto uno fin qui. La classifica non è disprezzabile, otto punti al momento possono bastare, però questo Milan è indietro, oggi non può competere per lo scudetto: Inter, Roma e Como sono molto più definite e strutturate. Urgono scelte nette. Per esempio, basta Loftus-Cheek. Napoli, Milan e Juve sono inferiori a Inter, Roma e Como: oggi la realtà descrive una spaccatura netta tra queste sei squadre perché le fisionomie sono diverse. Inter, Roma e Como mostrano tratti forti e riconoscibili, glieli li hanno trasmessi i loro allenatori. I lineamenti di Napoli, Milan e Juve appaiono sgranati".
(Gazzetta dello Sport)
© RIPRODUZIONE RISERVATA