"Ho seri dubbi sulle possibilità di condurre un progetto enormemente politico come la riforma del calcio italiano", dice Giudice su Maldini

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Ha fatto molto scalpore l'intervista di quest'oggi di Paolo Maldini nel corso della quale ha spiegato anche il perché abbia dato le dimissioni pochi giorni dopo la nomina di direttore tecnico della FIGC.

Alessandro Giudice, giornalista del Corriere dello Sport, ha voluto sottolineare alcuni passaggi poco chiari dell'intervista di Maldini: "Nell’intervista al Corsera Maldini conferma che Pirlo era l’unico suo candidato perché, se gli altri 2 sono sotto contratto, di fatto è così. A quel punto allora poteva aggiungere anche Chivu e Gasperini (per dire due nomi) e i candidati sarebbero stati 5? Trovo incredibile l’affermazione “il presidente mi ha detto che non potevo toccare allenatori di squadre di serie A”.

Maldini e Leonardo

Maldini Pirlo
Getty Images

Prima che il presidente avrebbero dovuto suggerirglielo (nell’ordine) l’etica, il buon senso, l’opportunità, il diritto. Omette poi che Malagò aveva effettivamente avallato (credo obtorto collo) la scelta di Pirlo che tutti i giornali e telegiornali lanciarono come scelta fatta da Malagò, Maldini e Leonardo per 4 anni di contratto a 1,5 milioni venerdì 24 luglio, dopo il rifiuto “per stanchezza” di Guardiola. E prima che su Pirlo emergesse il problema che Maldini definisce “pretesto” ma che era un tema serio di opportunità per una parte dell’opinione pubblica italiana che andrebbe comunque rispettata.

Maldini

In qualsiasi organizzazione (a maggior ragione in una molto politica, come il calcio italiano) ma anche in un’azienda, se capisci che il tuo candidato non passa, devi avere il piano B e il piano C. Se ne fai una questione pregiudiziale non vai da nessuna parte. E questo mi fa nutrire seri dubbi sulle possibilità di condurre un progetto enormemente politico come la riforma del calcio italiano con questa impostazione".

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