L'analisi di quanto accaduto ieri pomeriggio in Venezia-Inter secondo Fcinter1908.it a tre giorni dalla sfida con il Milan

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Come sempre ci pensa Cristian Chivu ad analizzare meglio di tutti le partite dell'Inter. Ha un pregio, tra i tanti, l'allenatore nerazzurro: è un perfetto fotografo, nonostante l'adrenalina inevitabile di certi momenti, di quello che ogni gara racconta come un libro scritto a matita e pronto a ribaltare premesse e convinzioni in un battito di ciglia. Quella di Venezia non ha bisogno di particolari maschere per essere presentata. Fosse finita in parità, nessuno si sarebbe scandalizzato.

Inter
(Photo by Maurizio Lagana/Getty Images)

inter Chivu

Probabilmente, ai punti avrebbe addirittura meritato qualcosa in più la squadra di Nicola. Ma vincere - in via del tutto eccezionale - anche in questo modo non è di certo reato. Anzi, aiuta a dare continuità a un percorso e a far prendere quota a certe ambizioni che non sono per nulla scontate. Si passa talvolta anche dalla cruna stretta per avvitarsi nel circolo virtuoso di una stagione in cui la capolista coltiva addirittura l'idea di ripetersi in campionato e portare a casa il suo secondo scudetto di fila. Una missione che non riesce a nessuno dall'ultimo scudetto della Juventus: per arrivarci bisogna riavvolgere il nastro fino al 2020.

Inter, la serata delle leggi non scritte

Per riuscirci servono anche vittorie non esaltanti come quella di ieri. In cui la dea bendata, giusto ammetterlo, ha avuto il suo ruolo. Lo ha fatto Chivu nel post partita, attribuendo meriti giusti al Venezia e demeriti ai suoi (e alle sue scelte evidentemente, se poi ha deciso di cambiare così tanto a fine primo tempo). L'Inter non era stata all'altezza dell'impegno, ma forse proprio per questo i tre punti di ieri risultano ancora più importanti. E' la prima legge non scritta nella corsa scudetto: portare a casa soddisfazioni da gare 'sporche' è un fattore che sposta l'ago della bilancia di tante lotte scudetto. La capolista continua intanto la sua corsa insieme alla Lazio, che è lì con pieno merito: aver condotto finora la miglior partenza della storia nerazzurra (25 punti su 27 disponibili) non è servita in ogni caso a sbarazzarsi della squadra di Gattuso.

Ma Chivu nel post partita ha preso in mano l'evidenziatore anche per sottolineare giustamente quello che è stato l'unico grande merito di serata. L'Inter è stata brava a non uscire dalla partita, a non darla per persa quando si era ritrovata in balia delle onde nella Laguna. Quello alla lunga ha fatto la differenza. Con i due gol (e relativi colpi di fortuna) trovati nel finale di gara si è confermata anche l'altra grande legge non scritta che riguarda l'edizione 2026/27 dei nerazzurri, letali ormai nell'ultimo quarto d'ora di ogni gara. L'Inter ha segnato 9 gol negli ultimi 15 minuti del secondo tempo, più di qualsiasi altra squadra in questa stagione di Serie A. Un tesoretto prezioso di reti che ha generato punti e morale anche a tre giorni dal derby.

Inter, quale formazione verso il derby?

L'andamento dei 90' ha poi riempito il taccuino di Cristian Chivu proprio verso la sfida contro il Milan di Amorim. E la formazione, checché ne dica l'allenatore rumeno (che in quel caso fa legittimamente pretattica) sembra ormai fatta. Tornerà Akanji dal primo minuto, con Bisseck che proverà a cancellare la disastrosa prova di ieri e Bastoni pronto a tornare nella sua zona di competenza. La bocciatura netta di Sucic, oltre che di Stankovic, non sembra lasciare troppo spazio alla candidatura del croato per una maglia da titolare. In mezzo ci saranno sicuramente Calhanoglu, Barella e magari anche Mkhitaryan, rimasto in panchina per tutti i 90'. Diouf a destra, mentre a sinistra potrebbe risiedere l'unico vero dubbio, con Carlos Augusto pronto a scalzare un Dimarco ancora lontano dalla forma migliore. In avanti, Bonny ancora una volta non si è fatto preferire dal primo minuto rispetto agli spezzoni di partite giocate in precedenza. L'abbinamento Pio Esposito-Thuram è quasi scontato.

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