Cosa salvare e dove invece intervenire dopo il 2-2 maturato all'Olimpico in Roma-Inter di ieri pomeriggio
VIDEO FCIN1908 / All'Olimpico finisce in parità: Inter ancora sotto di due gol, Lautaro riacchiappa la Roma
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Se c’è una cosa che non manca all’Inter di quest’anno è il coraggio. Talvolta può sembrare perfino eccessivo, ma conferma la consapevolezza della squadra e la determinazione del suo allenatore nell’inseguire una certa idea di calcio. Non si può che leggere così l’ennesimo match partito con handicap di due gol, maturati praticamente senza che i Campioni d’Italia battessero ciglio. I due schiaffi sono piovuti dal cielo: a sferrarli a gran sorpresa non è stato Malen, l’avversario più atteso, ma Manu Kone, che di mestiere prevalentemente fa altro, ma non per questo meritava di essere lasciato così solo in area in quelle due occasioni. Un film praticamente già visto, compreso l’assalto a Fort Apache del secondo atto, quando la diligenza nerazzurra si è fiondata con altro piglio dalle parti di Svilar, regalando il primo squillo praticamente in apertura.
Come protagonista di un qualsiasi thriller che si rispetti, l’Inter ha rischiato di capitolare quando Martinez ha salvato sul tentativo a botta sicura di Malen, anticamera del 2-2 maturato nel giro di pochi minuti. Colpo di scena clamoroso se contestualizzato in quanto accaduto fino a quel momento. Anche sul doppio acuto a tinte nerazzurre c’è la firma dello stesso autore, abituato a rivestire quel tipo di ruolo nel suo caso, a differenza di Kone.
Inter, Chivu ha rispolverato la parolina magica
L’arrembaggio finale non ha prodotto poi l’effetto sperato, e quasi invocato, scorta di quanto accaduto nelle giornate precedenti, ma non si può dire che la squadra di Chivu non ci abbia provato finché poteva. Anche più della Roma stessa, parsa sulle gambe negli ultimi minuti e con un piglio più speculativo dei nerazzurri. Quanto visto conferma in ogni caso le sensazioni generali sulla squadra di Chivu: la nuova veste che il rumeno ha cucito sulla sua squadra la rende sicuramente più attraente e al passo con la moda europea, ma la espone a rischi importanti se non tutti sono settati sulle stesse frequenze e se la precisione sotto porta non è quella dei giorni migliori.Anche per questo motivo va accolto positivamente un passaggio della conferenza stampa del tecnico rumeno al termine della gara. Analizzando quanto accaduto all’Olimpico, Chivu ha tirato fuori nuovamente la parola magica ‘equilibrio’. Sembrava sparita nelle ultime settimane dal suo manifesto programmatico, ma torna nel momento più opportuno. Per tutelare la classifica, che sorride a piena bocca, e l’impronta voluta da Chivu stesso è necessario talvolta prendere qualche accorgimento in più.
Se n’è reso conto lui stesso, tornando non a caso ad auspicare la ricerca di un bilanciamento tra fase offensiva e difensiva, per far sì che si arrivi sempre più e meglio ad ‘agire’ e non a ‘reagire’ per recuperare ancora risultati di svantaggio. La sosta, da questo punto di vista, arriva nel momento migliore. Il lavoro delle prossime tre settimane sarà prezioso per cercare di regolare a dovere i meccanismi necessari per rendere ancora più solida la base che già permette di guardare tutti dall’alto in Serie A dopo cinque giornate.
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