Il giornalista torna sulle dichiarazioni di ieri sull'Inter dopo la sconfitta con il Club Brugge

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VIDEO FCIN1908 / Inter-Bruges, Chivu: "Ecco qual è stato il problema della fase difensiva"

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Durante la puntata di Elastici, Giuseppe Pastore torna sulla definizione di ingiocabile con la quale aveva definito ieri l'Inter di Chivu:

Mi prendo le responsabilità di quello che ho detto. Ingiocabile, ma senza dirlo a se stessa, come era successo due anni fa, che poi è stata per me l'origine anche del tracollo finale. L'Inter dà questa impressione di essere estremamente consapevole e molto forte. Questa sconfitta di stasera, questo débâcle di stasera, è figlia di questo atteggiamento. L'Inter non ha avuto paura, non si è sgonfiata, anzi, addirittura ha accorciato ancora le distanze: 2-3, 3-4. È una specie di remake di Inter-Napoli, che girò per episodio a favore: se Anguissa non sbaglia a porta vuota, forse la partita finisce a modo suo. Invece poi fa gol Lautaro.

Pastore

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Questo è il modo molto ideologico e molto convinto con cui l'Inter di Chivu, chiaramente seguita da tutti i giocatori della rosa, vuole impostare questa stagione. Uno dei piccoli, che adesso probabilmente non sono più piccoli, campanelli d'allarme dei tifosi dell'Inter è: ci manca il difensore che sa difendere basso, ci manca Acerbi, perché quando incontriamo Haaland, quando incontriamo Kane, abbiamo bisogno anche di fare delle sane barricate, come quelle che ebbe modo di fare Inzaghi due anni fa, quando incontrò il Bayern Monaco o il Barcellona. Questa squadra non c'ha quel difensore lì. Quindi ha solo questo modo di giocare, un modo molto ottimista. Sottolineo la parola ideologico, che è una parola a doppio taglio, perché l'ideologia serve a sognare, serve ad andare avanti, serve a porsi degli obiettivi molto ambiziosi, ma a volte può franare. Stasera è franata la fortuna dell'Inter, che è alla seconda partita di otto e che è persino ancora in corsa per gli ottavi di finale: sedici punti in sei partite, aritmeticamente si possono fare anche diciotto.

Tornando al discorso che facevo ieri, io ribadisco che l'Inter in Serie A, giocando così con avversari di livello più basso, ha dimostrato di essere dominante anche quando va sotto di un gol. Purtroppo il Brugge è una grande sottovalutata d'Europa. Abbassarsi contro il Brugge sembra quasi un insulto. Ma come, Inter-Brugge, 80.000 persone a San Siro: li attendiamo bassi? Però forse era un atteggiamento, col senno di poi, più sensato, credo.

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