FCInter1908.it ha intervistato Marco Bellinazzo, giornalista de Il Sole 24 Ore, per fare il punto sul futuro societario dell'Inter

IL PIF C'E'

E' corretto sostenere che il bilancio 2020-21 dell'Inter possa essere stato redatto per preparare la cessione del club? E' un bilancio in cui sicuramente sono stati scaricati degli oneri una tantum importanti, penso alle svalutazioni di Joao Mario e Nainggolan. Ma sono stati scaricati anche gli oneri per lo staff di Conte, e anche lì parliamo di circa 15 milioni. Indubbiamente delle operazioni di pulizia sono state fatte, ma non credo sia stato fatto per preparare una cessione della società. Non mi sembra un bilancio redatto apposta per questo scopo. Per il futuro dell'Inter sembrano profilarsi tre possibili scenari: Suning si rialza e tiene il club; non ripaga il debito e la società finisce in mano a Oaktree; arriva un nuovo investitore che fa un'offerta e compra l'Inter. Qual è, al momento, quello più probabile? Siamo in una fase talmente critica che ciascuno di questi tre scenari, che sono quelli possibili, è plausibile. Ma al momento non mi sento di sbilanciarmi. Suning ha visto ridimensionarsi il ruolo della famiglia Zhang, che ha pagato scelte manageriali sbagliate, ma anche i diktat di Pechino, che non lascia mai indipendenti le aziende del Paese. Gli investimenti futuri di Suning nell'Inter dipenderanno anche dalle scelte del Governo cinese riguardo al calcio. Dopo una prima fase in cui questo sport era diventato centrale, in questi anni Pechino ha fatto scelte opposte. Ma non è detto che non possa tornare sui suoi passi nei prossimi anni, liberando così Suning dai suoi vincoli. Per questo riguarda l'eventuale ingresso di un investitore, dipenderà da due fattori: l'interesse che suscita all'estero il calcio italiano, e da questo punto di vista il caso Genoa dimostra che ci sono degli asset appetiti fuori dai nostri confini, comprese Milan e Inter; ma fondamentali saranno anche le strategie del sindaco Sala che, liberatosi dagli impegni elettorali, dovrà dare impulso definitivo al progetto del nuovo San Siro. Quello potrebbe aprire anche nuovi scenari per chi volesse investire. Si è tornato a parlare con insistenza di un forte interessamento del fondo sovrano saudita (PIF) nei confronti dell'Inter. Crede che sia un'ipotesi da tenere in considerazione? I sauditi vogliono comprare un club di grande prestigio. Da un paio d'anni hanno messo il calcio e lo sport al centro dei propri interessi e di certo stanno lavorando per comprare un club. Fallito il progetto Newcastle, bocciato dalla Premier League, si stanno guardando in giro e di sicuro c'è grande interesse per i club di vertice nei maggiori campionati europei. Ovviamente anche l'Inter entra in questo scenario. La pista saudita va tenuta in considerazione proprio per questi motivi. Oggi non ci sono vere e proprie trattative, ma i dossier sono oggetto di attenzione da parte del fondo sovrano saudita, soprattutto ora che il petrolio viaggia a prezzi altissimi e che, dunque, c'è grande liquidità. L'influenza di Oaktree potrebbe agevolare in qualche modo l'arrivo di un investitore americano? In questo momento, con la ritirata cinese, possono esserci in ballo solo americani e sauditi. Gli americani sono alla ricerca di società, ne hanno comprate 40 in tutta Europa e sono investitori molto attenti alle dinamiche dello sport-business, a volte a mio avviso anche in maniera poco avveduta. Dall'altra parte ci sono gli arabi. Evidentemente sarebbe più facile per gli americani interessarsi all'Inter se ci fosse Oaktree, ma è uno scenario ancora lontano in questo momento. Non vedo favoriti, ma un grande interesse sì.

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