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ESCLUSIVA Stramaccioni: “Conte ha costruito sulla rabbia, scudetto sia inizio. Questa Inter…”

L'ex allenatore nerazzurro ai microfoni di Fcinter1908.it: "Si festeggia tutti con la stessa idea, che questo scudetto sia punto di partenza"

Daniele Vitiello

Due giorni dopo la vittoria dello scudetto l'ambiente nerazzurro è ancora ricco di adrenalina. Il triplice fischio di Sassuolo-Atalanta è stato liberatorio per chi attendeva da circa 11 anni di rivivere emozioni rispolverate prontamente per l'occasione. L'Inter è campione d'Italia e, mentre i più giovani si godono il primo scudetto vissuto da protagonisti, gli adulti si lasciano ammaliare da quella piacevolissima sensazione di deja vu. Per commentare il grande risultato della squadra di Conte, abbiamo raggiunto - in esclusiva per Fcinter1908.it - Andrea Stramaccioni, ex allenatore nerazzurro.

- Si aspettava una prova di forza così importante da parte dell'Inter in questa stagione?

"Tornare leader in Italia dopo tanti anni di sofferenza è stata una grande gioia per tutto il popolo nerazzurro. L'Inter aveva chiuso con la finale di Europa League e si presentava ai nastri di partenza con una squadra molto competitiva, ma non mi sarei aspettato chiudesse il campionato con così largo anticipo e senza nessuna squadra in grado di starle dietro fino alla fine".

- Antonio Conte è riuscito a compattare il gruppo nel momento più difficile della stagione. E' questo il suo merito più grande? Si aspetta di vederlo all'Inter anche la prossima stagione?

"Dopo la triplice eliminazione dalle coppe la stagione poteva svoltare in negativo, invece Conte ha il grande merito di aver costruito questa Inter vincente sulla rabbia e gli errori di quei momenti, creando una corazzata che non ha avuto rivali nella seconda parte di stagione. La vittoria nel derby e il durissimo scontro con Atalanta vinto di misura sono per me i momenti chiave".

- Quanto c'è anche di Marotta e Ausilio in questo traguardo?

"Tanto. Marotta ha supportato l'allenatore nel momento del bisogno, evitando all’ambiente il rischio di sfaldarsi. Con lui anche Ausilio ha saputo gestire al meglio i momenti critici facendo sentire la società presente".

- Tra i giocatori, invece, chi è il volto di questo scudetto?

"Io dico Romelu Lukaku come uomo copertina e trascinatore. Ma anche Samir Handanovic, leader di un reparto difensivo ermetico".

- Lei ha avuto modo di allenare Maicon all'Inter. Crede che con Hakimi i nerazzurri abbiano finalmente trovato l'erede del brasiliano?

"Maicon per me resta unico, ma Hakimi è stato devastante. Viene anche totalmente esaltato dal modulo che ne porta in evidenza i pregi e lo aiuta sui difetti".

- C'è qualche altra somiglianza tra qualche big della sua Inter e quelli di oggi?

"I paragoni con quell’Inter sono pericolosi perche quella squadra con il Triplete ha scritto la storia. Se però giochiamo alle somiglianze dico che Eriksen a tratti mi ha ricordato Sneijder, De Vrj è stato l’odierno Wally, Brozovic e Barella il cuore della squadra come lo erano Zanetti e Cambiasso".

- Handanovic e Ranocchia sono gli unici due elementi di quella squadra presenti ancora oggi. Li ha sentiti? Crede proseguiranno il percorso in nerazzurro?

"Ho scambiato dei messaggi di complimenti, sono due ragazzi straordinari. Pochi ricordano da dove è partito Samir e dove oggi è arrivato. Insieme a Palacio fu il nostro primo acquisto, ha blindato la porta nerazzurra per anni e oggi per me è uno dei migliori portieri al mondo. Anche Andrea meritava un successo così. Si tratta di un ragazzo straordinario, sempre positivo e sempre pronto quando chiamato in causa. Un valore aggiunto nello spogliatoio".

- Il suo ex amico Antonio Cassano ha spesso criticato duramente il modo di giocare dell'Inter di Conte...

"Oggi l’Italia si torna a tingere di nero e azzurro, è un gran giorno per gli interisti e per l’interismo. Si festeggia solamente, tutti con la stessa idea: che questo Scudetto sia un punto di partenza e non un punto d’arrivo".

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