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Inter, Conte sarto distratto: da Marotta una buona e una cattiva notizia

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L'analisi di Fcinter1908.it dopo Inter-Torino di ieri pomeriggio

Daniele Vitiello

Chi vince ha sempre ragione. O quasi, verrebbe da dire ripensando alle difficoltà palesate dall'Inter contro il Torino. Aver messo le mani sul bottino pieno è sicuramente importante, ma i tre punti di ieri lasciano perplessità che non possono essere colmate soltanto dalla gioia per la rimonta. Conte è arrivato in nerazzurro per alzare trofei e ottimizzare le risorse a disposizione. Il tutto, prima possibile.

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Se per l'aggiornamento del palmares il giudizio rimane sospeso fino a fine anno, al momento il secondo obiettivo sembra non ancora centrato in pieno. Diversi sono gli elementi dai quali è lecito attendersi molto di più di quanto visto finora e la responsabilità cade inevitabilmente anche all'interno del recinto dell'allenatore. Giocatori che ancora faticano a indossare l'abito cucitogli dal tecnico, altri che invece un abito a disposizione non ce l'hanno affatto. Conte però non sembra troppo preoccupato di trovare uno spartito che permetta ai vari tenori a disposizione di esprimersi al meglio. E' molto più geloso del suo lavoro e schiavo dei suoi dogmi.

Questo Marotta lo sapeva già prima di portarlo all'Inter. Figurarsi quando ha deciso di regalargli Eriksen, nonostante le richieste andassero in altra direzione. Eppure, non ha esitato davanti all'opportunità di prendere uno dei maggiori talenti in circolazione a cifre più che contenute. Aveva fiutato l'affare e molti al suo posto avrebbero agito allo stesso modo. Un errore, alla luce del percorso effettuato dal danese in nerazzurro, culminato proprio con le parole del massimo dirigente nel pre partita di ieri. Titoli di coda praticamente annunciati. Eriksen e Conte sono inconciliabili, due rette destinate a non incontrarsi mai. Tra i due, Marotta ha legittimamente scelto di preservare l'allenatore che ha voluto ad ogni costo l'anno scorso, affidandogli le chiavi di un progetto che porta anche il suo nome e sul quale si gioca anche la fiducia di Suning. 

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Non c'è più margine per incastonare il talento dell'ex Tottenham nel canovaccio di Conte. Marotta ne ha preso atto e si è schierato dalla parte dell'allenatore, difendendo la scelta sulla quale si è esposto di più agli occhi della proprietà. Un all-in che fortifica la posizione del mister, costretto però da oggi ad accelerare verso i traguardi che l'ambiente non ha più voglia di attendere. La sua Inter, alla luce di quanto fatto per assecondarlo, dovrà vincere e convincere molto più di quanto fatto nella prima parte di questa seconda stagione al timone della Beneamata. Nuovi passi falsi alimenterebbero l'insofferenza già insinuatasi in parte dell'ambiente. A quel punto, anche l'ala protettiva di Marotta potrebbe non bastare per metterlo al riparo dalle critiche. E la spaccatura con il tifo rischierebbe di diventare insanabile.

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