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ESCLUSIVA Rossi: “Lazio-Inter, che stimoli per Inzaghi. Handa? Il vero problema…”

ESCLUSIVA Rossi: “Lazio-Inter, che stimoli per Inzaghi. Handa? Il vero problema…”

Le parole dell'ex allenatore che in biancoceleste ha incontrato anche l'attuale tecnico nerazzurro

Daniele Vitiello

Una volta archiviata la sosta per le nazionali, l’Inter tornerà in campo per provare a recuperare terreno in classifica a Napoli e Milan. Il prossimo impegno di campionato non sarà però come gli altri per Simone Inzaghi, che tornerà per la prima volta da avversario in casa della Lazio. Una gara ricca di spunti e di emozioni, della quale abbiamo parlato con l’ex tecnico biancoceleste Delio Rossi. Queste le sue parole in esclusiva per Fcinter1908.it:

Per Simone Inzaghi tornare a Roma sarà un banco di prova importante.

“Lui a Roma ha fatto benissimo, è stata ed è casa sua perché ha passato in questa città più di 20 anni. E’ stato giusto provare a mettersi in competizione altrove, così come per la Lazio è stato giusto cambiare. Avrebbe rischiato di rappresentare per entrambe le parti uno di quei matrimoni che va avanti per routine. Ci saranno sicuramente degli stimoli particolari".

Inzaghi da calciatore le fece capire in qualche modo che sarebbe diventato un allenatore di livello?

“E’ una domanda che mi fanno spesso. Ho avuto tanti calciatori che sono diventati allenatori di un certo livello, a cambiare in loro è stato lo status: da calciatore pensi solo a te stesso, da allenatore pensi a tutto il resto. Simone ha sempre avuto una certa sensibilità ed è stato nello spogliatoio con dei grandi come Mihajlovic, Salas, Boksic e Simeone”.

E’ l’uomo giusto per l’Inter dopo il biennio con Antonio Conte?

“Sicuramente sta dimostrando di avere delle capacità importanti. Poi però dopo un allenatore come Conte, in un momento del genere, la differenza la fa sempre la società. Sanno di aver preso un allenatore sì importante, ma che alle spalle ha solo quell’esperienza alla Lazio, per cui devono supportarlo”.

 Getty Images

Lotterà per lo scudetto fino alla fine?

“L’Inter ha tutt’ora una rosa importante. Ha perso due giocatori importanti come Lukaku e Hakimi, ma non li ha sostituiti con due scappati di casa. Per forza di cose quest’anno lotterà per lo scudetto. Forse ci sarà meno gap rispetto allo scorso anno, ma per me ha più carte in regola anche della Juventus”.

Lei ha avuto modo di conoscere e allenare Handanovic. Crede sia arrivato il momento di pensare al suo erede in casa Inter?

“L’ho conosciuto e gli dissi che meritava di giocare e che avrebbe avuto una grande carriera. Il problema del portiere secondo me non sta tanto nell’errore o nel momento di flessione, ma può essere un eventuale calo di fiducia da parte dei compagni e, soprattutto, come si rapporta all’interno dello spogliatoio. Se un giocatore fa un errore, ma ha personalità e il rispetto di tutti, allora si può anche andare oltre. Non trovo però corretto che l’Inter inizi a cercare il sostituto ora che inizia a fare meno bene: avrebbe dovuto già individuarlo quando le cose andavano per il meglio. La carta d’identità parla chiaro”.

 

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