Infantino assicura ai suoi collaboratori che non ha alcuna intenzione di lasciare. L'Europa: 'Non cambia nulla, persa fiducia'. Ma l'Africa è con Infantino
VIDEO / Infantino: "Mondiale, un miliardo ai partecipanti, 250 mln a chi è fuori. Fifa? Zero"
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Gianni Infantino assicura ai suoi collaboratori che non ha alcuna intenzione di lasciare, ma le scuse ribadite per il caso del piano di privatizzazione del Mondiale non bastano alla Uefa: "Il boicottaggio delle competizioni Fifa resta - dice l'Europa -, non è cambiato nulla: non c'è più alcuna fiducia in Infantino".
Nella saga della crisi Fifa, il summit di Rabat é servito alla governance del calcio mondiale per compattarsi intorno al presidente scosso - ma assolutamente determinato a non lasciarsi abbattere - dalla bufera scatenata dal progetto di apertura ad investitori privati attraverso una società creata ad hoc, la Fifa Forward Enterprise (FFE).
Ai suoi più stretti collaboratori, secondo le ricostruzioni dei media britannici, ha assicurato di non aver alcuna intenzione di cedere alle richieste di dimissioni. Intanto arrivano per lui segnali positivi dall'Africa. Travolto dalle aspre critiche della Uefa per prima, seguita dalla Concacaf e dagli attacchi di vari esponenti del mondo politico (ultimo, ieri, il premier canadese Carney che era sul palco della premiazione alla Spagna dopo la finale dei recenti Mondiali), il piano é presto abortito. Anche il segretario generale della Fifa Mattias Grafström, presente alla riunione di ieri in Marocco, aveva espresso contrarietà.
Ma come membro del Consiglio direttivo ha poi sottoscritto la dichiarazione di sostegno al presidente, con l'obiettivo di blindarne la presidenza. Infantino - al momento unico candidato a succedere a se stesso - si é scusato "per gli errori", seppure commessi "nel pieno rispetto del quadro normativo", aggravati dalla scarsa trasparenza nella comunicazione. Scuse respinte al mittente dalla Uefa che anzi, scrive il Guardian, intende commissionare una valutazione indipendente dei piani di vendita dei Mondiali della Fifa. Secondo lo stesso giornale, Infantino aveva avviato trattative con gli organizzatori della Superlega per portarla sotto l'egida della Fifa ed affossare la Champions League. Per le vie ufficiali, l'Europa del calcio ha di nuovo chiarito oggi la sua intenzione di proseguire la battaglia per far cadere Infantino. "Nessuna delle condizioni richieste sono state soddisfatte, il boicottaggio delle competizioni Fifa resta in piedi - la nota da Nyon - La fiducia espressa ieri arriva da alcuni 'impiegati', la cui posizione dipende da Infantino, non cambia nulla".
La volontà europea, d'altra parte, era stata ribadita ieri dalle dure parole anti-Infantino di Luis Figo, oramai da anni testimonial dell'Uefa. Anche il presidente della Federazione giordana, il principe Ali Al Hussein, ha fatto sapere, via X, che i soldi reclamati alla Fifa per la Coppa d'Asia sono arrivati ("dovevano essere versati otto mesi fa") ma questo "non cambia la nostra posizione: non voteremo Infantino per la presidenza". Si sfila dal voto al presidente in carica anche la Federcalcio di Tirana. D'altra parte, il presidente Fifa tesse la sua tela di relazioni: è di queste ore una dichiarazione del ministro per lo sport del Sudafrica (lo stesso paese che esprime il presidente della confederazione africana, Motsepe), Gayton McKenzie: "L'Africa dovrebbe essere cauta nell'unirsi al linciaggio pubblico di Infantino. Ha fatto molto per il calcio africano. Possiamo discutere delle sue idee, ma non dimentichiamo chi è stato un nostro amico. Molti di coloro che chiedono la sua testa vogliono anche il ritorno al vecchio status quo". La Federcalcio del Gambia ha già detto che rivoterà Infantino. Intanto pero' si apre un nuovo fronte 'politico': in Spagna Vox ha chiesto l'esclusione dal Marocco dal Mondiale 2030, organizzato con Madrid e Lisbona, per la crisi di Ceuta. Difficile la Fifa accetti, anche perche' il Marocco e' elettore di Infantino, costretto peraltro a smentire ieri di aver gia' assicurato a Casablanca la finale di quel Mondiale.
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