Le parole di Altobelli sul grande momento di Thuram e sul futuro dell'attaccante

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Intervistato da La Gazzetta dello Sport, l'ex bomber nerazzurro Alessandro Altobelli ha parlato del momento di Thuram, del rinnovo e anche del derby:

«Thuram non lo scopriamo adesso che non c’è Lautaro... È sempre stato un ottimo attaccante, poi è chiaro che ci sono i periodi in cui sembra che la porta avversaria sia larga 100 metri e altri in cui non entra mai nulla. Ma questo per lui è un grande momento in cui gli riesce quasi tutto: ne beneficia l’Inter e anche il francese stesso. Si vede che il rapporto con la gente è splendido, lo rispettano e lo vorrebbero sempre in campo anche se inevitabilmente è difficile con tutte queste partite. Ma Marcus è il classico attaccante che in qualsiasi squadra italiana sarebbe titolare fisso».

altobelli

E con questo rendimento magari ritroverà spazio anche nella Francia di Zidane...

«Se lo augura lui ma anche noi. La nazionale francese è piena di grandi elementi ma un Thuram così può giocarsela con chiunque. È forte, punto. E se ne accorgerà anche il suo ct. Certo è che invece quando non va in nazionale significa che può dedicarsi interamente ed esclusivamente all’Inter ma è giusto che un calciatore come lui ritrovi lo spazio che merita in una selezione importante come quella francese. E non dimentichiamoci che, dopo un Mondiale in cui praticamente non ha giocato, nel 2028 ci sarà un Europeo al quale non vorrà mancare».

Ha nominato il 2028 che è anche l’anno dell’attuale scadenza del suo contratto con l’Inter.

«Ha ancora quasi due anni davanti a sé ma sono certo che Beppe Marotta stia già lavorando per il rinnovo. Non si può lasciar andare via Thuram».

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Getty Images

Insomma secondo lei nel futuro dell’Inter ci sarà ancora a lungo Thuram?

«Lui è innamorato dell’Inter e l’Inter ama lui: è un matrimonio che continuerà senza ombra di dubbio. Quando ci sono questi presupposti, trovare un accordo è particolarmente facile. E io del Thuram visto nell’ultimo periodo, compreso tutto quello che ha fatto contro la Fiorentina, non me ne priverei mai».

Nell’ultima partita chi non ha brillato è stato Pio: cosa non ha funzionato domenica?

«Io lo dico dal giorno uno: Pio Esposito è un signor attaccante e un grande uomo d’area di rigore. Il punto è che spesso, forse troppo spesso, indietreggia per dare una mano alla fase difensiva. Questo lo rende un centravanti completo ma se fossi in lui ogni tanto proverei a spendere meno energie per tornare indietro e ne impiegherei un po’ di più nella produzione offensiva. Anche perché gli attaccanti alla fine vengono valutati per i gol che segnano».

Chiudiamo il cerchio con Bonny che col Venezia molto probabilmente giocherà la sua prima da titolare in campionato.

«All’Inter c’è spazio per tutti, le decisioni dell’allenatore sono sempre fatte per il bene della squadra ma anche dei singoli. Bonny ha già dimostrato di essere valido, forse quest’anno ci si aspetta ancora di più ma dipenderà da lui».

Davanti ci aspettiamo Pio-Bonny: che cosa chiede a questa coppia?

«Parto dal presupposto che penso che questa debba essere la stagione della definitiva consacrazione di Esposito. L’Inter ha capito subito la sua forza e abbiamo visto che anche in Nazionale è diventato una certezza. Viene da una famiglia di calciatori, è giovane ma sa benissimo come comportarsi e cosa fare per crescere ancora».

Altobelli

A proposito di giovani, Lavelli ha ben figurato nei pochi minuti concessi domenica.

«Non è una novità che l’Inter abbia ottimi giovani in Primavera o nell’Under23. In futuro proverei, per quanto possibile, a dare ancora più spazio a certi ragazzi, anche a costo di prendere dal mercato qualche straniero in meno. Ma mi fido delle valutazioni e della gestione di Chivu».

Il Venezia anticipa il derby. C’è il rischio che si inizi già a pensare a Milan-Inter di sabato?

«Non penso proprio. La partita importante è la prossima che si deve affrontare. Il derby è la sfida dell’anno ma alla fine Venezia o Milan... sempre tre punti sono».

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