L’ex capitano nerazzurro analizza: sotto la lente le distanze tra i reparti, i movimenti di Diouf e le alternative perse in difesa
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Intervenuto negli studi di Sky Sport, in occasione di 'Sky Calcio Club', l'ex calciatore e ora opinionista Giuseppe Bergomi ha commentato il quinto turno di Serie A e in particolare la sfida tra Roma e Inter, terminata col risultato di 2-2.
Di seguito le sue dichiarazioni.
L'Inter fatica senza palla
“Sono sei anni che l'Inter vuole dominare il gioco, avendo quei tipi di centrocampisti se non hai la palla l'Inter fa fatica a difendere a campo aperto, ma anche con blocco basso. Però negli anni che poi riesce a vincere lo Scudetto la concentrazione è massima e quindi anche quei centrocampisti, che io dico sempre che sono dei numeri ‘dieci’, mettono grande attenzione e aiutano, perché non mi sto fermo solo sulla fase difensiva. Poi ci sono gli errori individuali, assolutamente, ma devi vedere tutto il contesto. Poi ha messo via una clip per vedere i gol che ha subito nella partita".
Errori sui gol subiti
"Sul primo gol, Bastoni gioca un pallone che secondo me non è preciso, Diouf e Barella sono già alti, ma tu non ti puoi alzare finché non hai consolidato il possesso e qui si trova Bisseck in mezzo a tre, quindi non fanno tempo a recuperare. I gol subiti arrivano bene o male sempre dalla stessa situazione. Inserimento del centrocampista, Barella reagisce in ritardo, Diouf potrebbe stringere, ma mentre la palla viaggia si ferma e può essere quella una zona vulnerabile. Le squadre vogliono essere propositive. Diouf si deve allineare prima con gli altri suoi tre compagni di centrocampo, invece arriva dopo. L’hanno riconosciuto e possono sicuramente lavorare e fare meglio”.
Acerbi e De Vrij non sostituiti
“L’Inter ha ristretto la rosa proprio nella fase difensiva, perché ha perso due giocatori che non ha sostituito, Acerbi e De Vrij. È arrivato Stones ma l'ho visto contro l'Udinese, c'è un giocatore abituato a giocare in una squadra come il City dove faceva l'80% di possesso e difendere di reparto. Quando l'Inter attacca - e l'Inter porta tanti giocatori oltre la linea della palla -, dietro sono uno contro uno e diventa un uomo contro uomo e questo ragazzo di fatti su un allungo nel secondo tempo si è fatto subito male. Quindi poi mancano quei marcatori che l'anno scorso potevano dare un cambio d'attacco. Acerbi e De Vrij? Non ho detto che non andavano cambiati, ho detto che dovevano essere sostituiti”.
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