Cristian Chivu si è raccontato come uomo e professionista tornando anche alla sua gioventù nell'intervista concessa a Futnet
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A 19 anni si trasferisce ad Amsterdam per giocare all'Ajax. A 21 diventa capitano di una delle squadre più blasonate, soprattutto in quegli anni, del calcio europeo. Si ricorda il momento in cui le viene comunicato che sarà il capitano dell'Ajax? E cosa ha portato a diventare capitano così giovane in un contesto come quello dell'Ajax?
"È ovvio che fare il capitano dell'Ajax è un onore, a prescindere dall'età e da quello che era l'Ajax in quel momento. Rappresentare, avere la fascia del capitano, quella responsabilità, in un Paese straniero, per un ragazzino... però non ho mai pensato a me stesso. Ho sempre messo a disposizione del gruppo quello che ero, la mia professione, la mia professionalità, la mia maturità. Anche perché comunque era un gruppo molto giovane. All'epoca c'erano tre o quattro ragazzi più o meno intorno ai trent'anni; tutti gli altri erano sotto i 18 oppure intorno ai 20, fino ai 22-23 anni. Quindi ero comunque uno dei più giovani in quella squadra".
Indossare la fascia così giovane cambia anche l'approccio alla leadership e al campo per la carriera?
"Sì, cambia un sacco di cose e, per quelli che riescono a sentire quella responsabilità che una fascia ti deve dare, secondo me bisogna avere anche una certa sensibilità nel capire cosa vuol dire essere un portatore di fascia. Se ci metti anche un po' di intelligenza emotiva in tutto ciò, credo che il livello di autostima aumenti di un bel po'. Non sono tutti capaci di sentire quella responsabilità e quell'emozione particolare nel farti crescere, perché alcuni la vedono come... siccome secondo me hanno un ego importante, la fascia di capitano fa uscire, fa aumentare ancora di più quell'ego. Troppo ego, a volte, è il contraltare, è negativo. L'ho provato anch'io nel settore giovanile. L'ho provato spesso in alcuni momenti. Esposito mi viene in mente: quando l'ho responsabilizzato dandogli la fascia, lui ha risposto alla grande, comportandosi da persona molto sensibile. E l'ha fatto vedere e lo fa vedere tuttora".
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