ARTICOLO A CURA DI MARCO ASTORI E MATTEO PIFFERI
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Chivu: “Mai pensato a Inter finita! Bastoni? Perché l’ho difeso e cosa penso davvero”
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Lunga intervista concessa da Cristian Chivu, tecnico dell'Inter, ai microfoni di DAZN e di Andrea Marinozzi. Ecco le sue dichiarazioni: "La frase "la migliore versione di noi"? L'ho ripetuta un paio di volte... Ci credo molto in questa frase. Direi che l'abbiamo mostrata, con alti e bassi, fa parte del percorso: però come status di quello che abbiamo cercato di trasmettere è sempre stata la miglior versione nostra. Poi la partita è una storia a parte, dipende da mille situazioni: l'avversario non propone mai quello che tu prepari, quindi bisogna accettare che ci sono insidie da superare. E le superi quando metti in campo la miglior versione tua in quel giorno mentalmente e fisico.

Per me è stato un film meraviglioso a giochi fatti, duro perché mi sono trovato in una situazione con una certa responsabilità: un gruppo di giocatori già affermato e con un certo valore dimostrato negli ultimi 5-6 anni. E' stato duro perché all'inizio ci sono incertezze e non sai come funzionano le cose: anche se ho avuto la fortuna di conoscere questi giocatori perché con la Primavera spesso andavamo ad Appiano. Un'idea dal punto di vista umano me l'ero fatta, però è stato bello perché mi hanno messo alla prova per tirare fuori anche da me stesso la miglior versione.

Ha vinto un interista? E' un'emozione particolare che non ho mai perso negli anni: il bello dell'Inter è che quando arrivi e inizi a conoscere la storia e a vivere la società, ti rimane dentro per sempre perché ha un modo di fare che non ti togli più. Ho un grande riconoscimento per il mio passato per tutte le mie squadre, ma l'Inter è la parte più bella della mia carriera anche per la maturità raggiunta. Quando sono arrivato a Milano ho conosciuto mia moglie, ho due figlie nate a Milano: è speciale per me. E avere questa possibilità di allenare la squadra del cuore è bello e stressante perché non voglio deludere le aspettative e le persone che hanno creduto in me. E soprattutto i giocatori, che mi conoscevano da prima: probabilmente avevano dubbi dal punto di vista umano e tecnico, però ce l'abbiamo fatta insieme ed è un valore immenso. Vincere da allenatore è ancora più bello.
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