L'allenatore della Lazio ha commentato la vittoria contro la squadra di Gilardino e si è soffermato sulla classifica e su un rigore non dato a Frattesi
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«Poteva essere una partita trappola? Sapevamo che i due davanti potevano creare difficoltà. Noi nel primo tempo andavamo piano con la palla e dopo due tre preventive siamo stati dei polli. Poi nel secondo tempo abbiamo alzato il livello. Poi siamo stati bravi a fare gol e a non farli più ripartire. Mi piace perché stiamo migliorando: venivamo da due partite qua a San Siro... (sbaglia stadio di casa, ma per lui è normalissimo.ndr) all'Olimpico, sia col Monza che con il Milan in cui nel secondo tempo siamo scomparsi nel secondo tempo. Stiamo ora subendo meno l'avversario e questo mi fa felice». Gennaro Gattuso ha parlato così ai microfoni di DAZN dopo la vittoria sul Parma e il momentaneo allungo sull'Inter, che ha una gara in meno, che ha portato la Lazio al primo posto.
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-La tua Lazio ha un'identità: conosciamo l'undici titolare, è ben definito...
Noi giochiamo una volta a settimana e anche chi sta entrando sta dando una mano. Le valutazioni si fanno su questo. Ci sono cinque cambi che possono fare la differenza entrando bene. Dobbiamo solo pensare ad una gara e quindi lavori per mettere la migliore squadra in campo. Però sono contento di chi entra, per come si allenano e si comportano: è il nostro segreto questo in questo momento.
-Non dato a Frattesi un rigore?
Questo è uno step che dobbiamo fare anche noi. Bisogna pedalare e fare polemiche e protestare, l'arbitro l'ha visto così e non possiamo fare nulla. Se l'arbitro la vista così ok: inutile dire niente. Se è rigore o non rigore si vede. Devo fare i complimenti ai miei: non hanno accerchiato l'arbitro, nessuna polemica e nessun cartellino. La linea dell'arbitro sta andando in questa direzione, è un bene per il nostro calcio perché le partite sono migliorate. Anche loro possono sbagliare. L'altro giorno facevo io l'arbitro e due tre giocatori mi hanno mandato a quel paese e io ho fatto tre stupidaggini, andando a rivedere la partitella, è difficile certe volte.
-Il motto dei tifosi della Lazio in questo momento è meno 18. Come si fa a non guardare la classifica?
Mi piace così. Avete detto la cosa giusta: meno 18. Noi non dobbiamo guardare nul-a. Cìentriamo poco con quelle posizioni là dobbiamo guardare una gara alla volta e quando saremo a 40 punti potremo giocare di fioretto. Adesso stiamo in trincea. Non dobbiamo dimenticare che due mesi fa siamo stati eliminati in Coppa Italia da una squadra di Serie B e ci davano tutti per retrocessi o per morti. Noi abbiamo solo una strada: quella del lavoro fatto con serietà. Poi vedremo dove arriveremo.
(Fonte: DAZN)
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