L'ex portiere e tecnico delle giovanili ha parlato del derby, di Martinez e anche del suo futuro
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FUTURO
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«Guidare l'Inter. Ma una cosa alla volta. Intanto studio i club che mi piacciono: il Como di Fabregas, il Barcellona. Mi piace raggiungere i risultati attraverso il gioco. Amo il 4-3-3 e le sue varianti, ma i moduli non contano, contano le idee».
Detiene il record di rigori parati in Serie A. Qual era il segreto?
«Intuizione e studio dei rigoristi, anche attraverso i video. Lo stesso giocatore non calcia allo stesso modo sullo 0-0 al novantesimo o sul 3-0. Nel primo caso la palla pesa di più e la porta sembra più piccola, ma non per tutti».
Fra dieci anni come si immagina?
«Allenatore su una panchina importante, prendendomi le mie responsabilità e senza rinunciare alla mia integrità morale».
Stasera sarà a San Siro?
«Non credo, davanti alla tv mi concentro di più. Certo, allo stadio le emozioni sono diverse. Ero in tribuna alla semifinale di Champions con il Barcellona, ma sono uscito prima. Cosa mi sono perso…».
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