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Malagò: “Voglio un CT che non scelga l’Italia solo per soldi. Mancini…”

Malagò: “Voglio un CT che non scelga l’Italia solo per soldi. Mancini…” - immagine 1
"Ho bisogno di qualcuno convinto almeno per i prossimi due anni. Straniero? Mai dire mai", dice Giovanni Malagò
Matteo Pifferi Redattore 

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Lunga intervista di Giovanni Malagò a Repubblica. Il neo-eletto presidente della FIGC ha parlato anche della questione CT ma non solo:

«Molte volte ho sostenuto che, dalla fine degli anni Novanta all'inizio degli anni Duemila, quando il nostro campionato era ancora il primo al mondo, i nostri magnifici presidenti, Moratti, Berlusconi, Agnelli, ma anche Cragnotti e Sensi, avrebbero potuto rinunciare a uno o due ingaggi di calciatori per fare un bel mutuo per uno stadio. Oggi si sarebbero ritrovati un patrimonio».

Eppure da presidente del Coni le rimproveravano di non aiutare abbastanza il calcio.

«So che il mondo del calcio diceva questo, ma non c'è mai stata la volontà di creare svantaggi o penalizzazioni. Ho sostenuto la crescita di tante discipline di cui oggi noi siamo molto orgogliosi. Dal dopoguerra a due decenni fa, l'Italia è stato un Paese calcio-centrico. C'erano situazioni spot: Tomba, la Ferrari in un anno particolare, Federica Pellegrini che vince il primo oro. Oggi la gente è ancora tifosa, ma si avvicina anche ad altro, il tennis, le Olimpiadi, le Paralimpiadi. Ma tesserati, società e tifosi non sono diminuiti. Gli spettatori anzi sono aumentati in controtendenza con i risultati della Nazionale e delle squadre di club».

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Eppure facciamo fatica a produrre grandi talenti.

«Mi ha scioccato leggere che un giocatore su quattro del Mondiale non giochi per la nazionale in cui è nato: in Italia non sarebbe possibile. Non parlo dello ius soli perché è una questione politica, ma sostengo lo ius soli sportivo. Oggi poi se un club compra un giocatore italiano, in Italia, paga il 22% di Iva, se lo prende all'estero no. È normale?».

La prima cosa a cui dovrà mettere mano è la Nazionale. Fino a qualche ora fa davano tutti per favorito Roberto Mancini, ora pare sia sceso su di lui un veto di alcune società.

«Non ho parlato con Roberto e veti non ci sono per nessuno».

Possiamo tracciare però un ritratto del suo ct ideale?

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«Condizione imprescindibile è vedere subito l'entusiasmo, la convinzione di sposare un'idea. Non deve farlo solo per soldi. Sicuramente la componente economica esiste, ma se una persona comincia a mettere troppi paletti sugli orari o sulle disponibilità, può essere la più brava del mondo ma non mi interessa. Ho bisogno di qualcuno convinto almeno per i prossimi due anni. Straniero? Mai dire mai».

Come orizzonte quindi non si dà il prossimo Mondiale, ma l'Europeo del 2028.

«Tra due anni ci saranno nuove elezioni, l'orizzonte è l'Europeo. Sono una persona seria, non posso firmare un contratto a lungo termine senza sapere chi ci sarà in futuro».

E invece come direttore tecnico?

«Vorrei un ex calciatore ma non ho parlato con nessuno di ruoli specifici. Mi sento con Maldini, ho incontrato Del Piero, ho abbracciato Baggio e ho sentito Buffon, ma nulla è deciso».