Le parole di Prandelli sulla Champions e sulle caratteristiche europee dell'Inter

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L'ex ct della Nazionale Cesare Prandelli, intervistato da La Gazzetta dello Sport, ha parlato della Champions e del ruolo dell'Inter di Chivu in Europa:

Cosa serve ora per vincere la Champions?

«Due squadre che possano affrontare una stagione pensando di essere sempre protagoniste, in campionato e in Europa, e poi ci deve essere una condivisione delle scelte, organizzazione e programmazione. Se hai queste basi puoi andare lontano, se ci sono invece situazioni in cui molti giocatori non accettano il fatto che dopo tre giorni dalla coppa puoi recuperare in campionato, diventa tutto complicato. Ma le big non dovrebbero avere mai questi problemi».

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Considera anche lei l’Inter l’italiana che può fare più strada?

«Sì, perché mi sembra l’unica italiana con una caratteristica anche europea. Gioca, cerca di costruire, ma è molto efficace anche sulle ripartenze, sull’intensità. Quando riparte vuole fare gol sempre, a me piace questo modo di interpretare il calcio, mentre certe nostre squadre sono rimaste ancora alla costruzione, molto lenta, prevedibile. Il calcio è moderno e va sempre avanti, non ce n’è uno antico. Quello di due anni fa può essere già vecchio rispetto a quello che vedi adesso e hai visto ai Mondiali. L’Inter si è rafforzata prendendo gente che ha vinto e sa come vincere, vedi Stones e gli altri inglesi. Sono andati su giocatori sicuri di poter avere un supporto tecnico e anche morale».

Il Napoli si ripresenta con Allegri e l’eliminazione nella fase campionato della scorsa stagione da cancellare. Ci riuscirà?

«Napoli è Napoli, nel senso che ci sarà grande entusiasmo e tanta voglia di fare. L’anno scorso è uscito anche per qualche infortunio di troppo. Max ha compattato, saprà preparare bene le partite. Sono convinto che potrà dire la sua».

Prandelli
Getty Images

La Roma è partita bene anche in campionato: potrà fare altrettanto in Champions?

«Si è visto lunedì che è già avanti. La prima fase la passa. Oltre alla condizione, la Roma di Gasp ha la consapevolezza del gioco, sa cosa deve fare, mi sembra pronta»

Il debutto del Como?

«Fabregas come mentalità è avanti anni luce. Il Como della scorsa stagione come perdeva palla aveva un’aggressione pazzesca e la riprendeva sempre. Fa costruzione ma verticalizza molto, a me piace. Anche se sono giovani, saranno protagonisti pure in Champions. Non è troppo per loro. Vogliono mostrare di giocare in coppa come in campionato e lo faranno».

Il Psg è imbattibile?

«Non esistono squadre imbattibili, però ci sono dei momenti in cui sono imbattibili. Il Psg è riuscito prima degli altri a dare qualità al centrocampo. Altre avevano solo un giocatore che dava ordine, invece al Psg i 3-4 centrocampisti nell’uno contro uno sono fenomenali, sono stati i primi a capire che su quel settore andava lavorato molto sulle situazioni, sulle rotazioni dei triangoli, non ci sono ruoli fissi. Per questo diventa invincibile in alcuni momenti».

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