Giorgio Ricci, Chief Revenue Officer dell'Inter, parla della crescita che il club ha avuto negli ultimi anni e gli obiettivi del futuro
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DIRITTI TV
La sfida e l'obiettivo strategico del club per i prossimi anni sono ridurre ulteriormente la dipendenza dalla percentuale di ricavi generata dai diritti televisivi. Abbiamo un obiettivo che potrebbe essere quello di ridurre questa incidenza anche di una decina di punti percentuali, auspicando ovviamente che ciò non avvenga attraverso una diminuzione del valore dei diritti televisivi del campionato, ma grazie alla crescita delle altre voci. Per darvi un'idea, la media dei primi cinque club della Premier League a livello di introiti annui dei diritti televisivi è intorno ai 220 milioni di euro, mentre la media dei primi cinque della Serie A è sotto i 70 milioni. C'è una differenza di circa tre volte.BARILLA
È vero che la notizia è uscita e non possiamo negarlo. C'è stato anche un accenno nella nostra ultima relazione di bilancio, che ha generato un po' di rumore intorno a questa cosa. Però chiariamo subito che non stiamo parlando di accordi di sponsorizzazione di maglia o quant'altro. È una conversazione che abbiamo con un brand molto riconosciuto e importante, con cui ci fa molto piacere dialogare. Ci auguriamo che queste conversazioni possano portare a breve ad annunciare qualcosa, però non stiamo parlando di accordi di sponsorizzazione di maglia.MERCATO
Ormai, se non sbaglio, il 100%, o poco meno, dei trasferimenti superiori ai 100 milioni di euro riguarda il mercato inglese. C'è un campionato che, come dicevamo prima, genera per i primi cinque club della competizione, soltanto attraverso i diritti televisivi, tre volte quello che viene generato per le prime cinque squadre della Serie A. È un dato oggettivo a cui si abbina un secondo fattore: la distribuzione internazionale e lo sviluppo delle audience, da cui discende il valore delle sponsorizzazioni e, in parte, anche del merchandising. L'unica voce che non risente di questo squilibrio all'interno del sistema europeo è quella degli stadi. Puoi avere un bacino forte, una città importante, una tifoseria forte e una struttura moderna che ti consenta di generare gli stessi ricavi di un altro top club europeo.Vedo un percorso difficile per i club italiani, che però svilupperà ulteriormente la capacità attuale di ottimizzare le risorse e garantire una performance adeguata anche a livello europeo. Questo circolo virtuoso può alimentare la crescita del sistema domestico e quindi del campionato italiano, che a sua volta, nel tempo, potrà portare benefici. Ci vogliono dei cicli e bisogna considerare che i primi 17 club europei per fatturato rappresentano un quarto della ricchezza generata a livello totale. C'è un fenomeno di concentrazione della ricchezza sulle grandi proprietà e sulle grandi realtà che è spietato. Prima di pensare al giorno in cui si avrà la capacità di fare determinati acquisti, bisogna essere bravi a rimanere in quel gruppo, perché appena se ne esce, l'allontanamento dall'élite è molto veloce. Quindi noi fortunatamente riusciamo a esserci stabilmente con grande merito, grazie anche a due anni di totale sostenibilità.
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