In un'intervista rilasciata al format Rai Una vita da campione, l'ex portiere nerazzurro si è raccontato e ha parlato della sua carriera in campo e in panchina
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L'IMPERMEABILE MAGICO
-Italia così scarsa davvero?
Ricorrenze che sono strane. Con Prandelli abbiamo perso la finale dell'Europeo con la Spagna, con Mancini abbiamo vinto l'Europeo. C'è qualcosa che non puoi collegarlo perché se vinci l'Europeo, se l'U21 e l'U18 fanno bene non è tutto sbagliato ma c'è un tappo e bisogna capire da dove arriva. Penso che Gattuso sia la persona giusta. Se pensi a lui pensi al Milan ma uno dei pochi giocatori al mondo e in Italia mai odiato da nessuno. Tutti apprezzavano che ci metteva l'anima, la passione, il tempo, il carattere e i risultati così vengono perché gli altri ti seguono.
-La storia dell'impermeabile magico?
Piove, apro l'ombrello. Te lo metti addosso quando hai problemi e gli altri ti vedono sempre comunque positivo anche se dentro sei devastato e stai male. Mai dare agli altri l'idea che vivi un momento negativo. È dovuto anche al ruolo che avevo nel calcio: se faccio il portiere e sono triste e dimesso, devo sempre dare l'impressione di essere al top. Anche quando non stavo bene e mi parlavano di infiltrazioni, sei operazioni alla gamba sinistra, mi facevano comunque giocare. Zoppo e mezzo sgualcito ma in porta.
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