"Non è possibile scagliare 24 tiri – 8 nello specchio e 16 fuori –, raccogliere un’unica rete e ridursi a un secondo tempo di sofferenza"
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"Chi vince ha sempre ragione, ma ci sono vittorie con ragioni discutibili ed è il caso dello striminzito 1-0 dell’Inter a Cagliari. Non è possibile scagliare 24 tiri – 8 nello specchio e 16 fuori –, raccogliere un’unica rete e ridursi a un secondo tempo di sofferenza, sull’orlo di un pareggio che avrebbe sottratto due punti facili, perché tra Cagliari e Inter ci sono un po’ di categorie di differenza e questo divario a un dato momento non si è più percepito. Se il Cagliari avesse segnato l’1-1, ci sarebbe stato poco da obiettare".
Questa l'analisi de La Gazzetta dello Sport rispetto alla vittoria dell'Inter contro il Cagliari di Pisacane per uno a zero. È pur sempre una vittoria che riporta l'Inter al primo posto in classifica ma insomma la gara era da chiudere prima. Lo ha detto anche Chivu a fine partita.
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Secondo la rosea, anche se il premio di miglior giocatore la Lega di Serie A lo ha assegnato a Calhanoglu anche per il gol segnato, sarebbe stato Josep Martinez a meritarlo. "L’uomo decisivo è stato Josep Martinez. Con due interventi super, una deviazione su un tiro di Fadera ad anticipare il tocco di Kevin Carlos sotto porta e un’uscita di piede sullo stesso Kevin Carlos, il portiere interista ha evitato che la trasferta in Sardegna diventasse difettosa", scrive la rosea nella sua analisi.
Sul gol di Calhanoglu troppa distrazione dei rossoblù: "Il Cagliari ha commesso un clamoroso errore di sottovalutazione. Lo sanno tutti quanto sia forte il turco nelle conclusioni da lontano, eppure i rossoblù, specie lo svagato Daniele Maldini, hanno lasciato che “Calha” prendesse la mira e imbucasse nell’angolino con precisione da orologiaio svizzero. Lezione numero uno: quando giochi contro l’Inter, fai in modo di ostruire la visuale a Calhanoglu".
L'Inter ha creato tanto e hanno sbagliato là davanti un po' tutti, persino Bastoni. Comunque è stata vittoria e i nerazzurri ora: "Sono primi con Milan, Juve e Lazio, in attesa che oggi giochino la Roma e l’Atalanta, ma sul cruscotto si è accesa la spia dello spreco. Andare in vantaggio al nono minuto, come ieri sera con Calhanoglu, non accorcia gli 81 minuti successivi, al massimo li semplifica un po’. L’Inter non deve dare per scontata la sua superiorità".
(Fonte: La Gazzetta dello Sport)
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