Il commento di Condò alla vittoria dell'Italia e alla prestazione del difensore dell'Inter
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Della vittoria convincente dell'Italia contro la Turchia ha parlato, sulle pagine del Corriere della Sera, il giornalista Paolo Condò:
Naturalmente è presto per dire che questa squillante vittoria di Bursa sia l’atto di nascita della seconda Italia di Mancini, però la boccata d’ossigeno è stata presa a pieni polmoni, e ce n’era bisogno dopo l’asfissia col Belgio. Venerdì la Nazionale andrà a Parigi, l’Everest del suo girone, sollevata da un risultato che al novanta per cento sistema le questioni burocratiche (permanenza in Lega A, sorteggio da testa di serie), e da una prestazione che riapre finalmente il conto corrente dell’autostima. L’Italia ha affrontato la Turchia con personalità e determinazione, consapevole che le assenze di Yildiz e Calhanoglu erano un’occasione da cogliere, e motivata dall’aria pesante che si stava addensando sull’avvio del nuovo ciclo.
Nell’undici di partenza Mancini ha conservato soltanto tre dei titolari di venerdì, e fra turni di riposo e scelte tecniche stavolta ha centrato la formazione migliore. Le proiezioni di Kayode, favorito dagli slittamenti al centro del bravo Raspadori che gli aprivano la corsia — mossa astuta del ct — sono state travolgenti: con Palestra saranno grandi ballottaggi. I dialoghi tra Tonali e Fagioli hanno fatto impennare la qualità del centrocampo. Il lavoro di sponda di Pio Esposito è stato esaltato da incursori come Frattesi e lo stesso Seba Esposito. E Bastoni ha ufficialmente chiuso il suo annus horribilis con la rete che ha stappato la partita. Usciamo dallo stadio a forma di coccodrillo senza le temute lacrime, ma con due reti (la seconda e la terza) di fattura squisita. Se poi Bursa 2026 sarà l’equivalente di Chorzow 2018, beh, ci è tornata la voglia di scoprirlo.
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