Tra le pagine dell'edizione odierna del Corriere della Sera, Paolo Condò, giornalista, ha analizzato così la sfida di stasera tra Inter e Bodo/Glimt

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Tra le pagine dell'edizione odierna del Corriere della Sera, Paolo Condò, giornalista, ha analizzato così la sfida di stasera tra Inter e Bodo/Glimt: "La prima qualità che l’Inter dovrebbe togliere stasera al Bodo è la leggerezza, e la dichiarazione di ieri del suo allenatore, il bravo Kjetil Knutsen, può essere un segnale incoraggiante.

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È la partita più importante della nostra storia» ha detto, e per quanto la geografia dei luoghi comuni assegni a noi latini la patente di emotivi e agli scandinavi quella di gelidi, la competizione calcistica è una brutta bestia, e gli interisti la conoscono meglio. Il Bodo s’è ormai costruito una solida letteratura da elfi palleggiatori agili, felici e spensierati. Stavolta però hanno qualcosa da perdere, la Norvegia non passa un turno a eliminazione di Champions da quasi 30 anni, e se due gol di margine sono un bel capitale di partenza, l’idea che l’Inter riesca in fretta a dimezzarlo apre scenari promettenti o angoscianti a seconda dei punti di vista.

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Il fatto che il campionato si sia praticamente risolto — mercoledì scorso l’Inter entrò in campo a Bodo con la prospettiva di un Milan a 5 punti, oggi lo farà a San Siro con 10 punti di vantaggio reali — è una veranda sulla possibile primavera europea. Prima però occorre passare per una partita che è più larga della cruna di un ago, ma non di tanto. La presenza di Dimarco, il game changer della stagione nerazzurra, è il salto di qualità rispetto all’andata".

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