Una norma, un cavillo, il mancato tesseramento alla FIGC, destituirà il numero uno nominato solo qualche mese fa
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"Giovanni Malagò perderà la presidenza della Figc il prossimo 6 ottobre. Siamo dinanzi a un omicidio perfetto, metaforicamente parlando. Senza sfiducia, senza una rivolta del calcio, senza un avversario capace di batterlo. A determinare l'uscita di Malagò saranno una norma dimenticata, quattro pareri "granitici" e un commissariamento". Così il quotidiano Libero parla della vicenda che riguarda la presidenza della Figc. L'ex numero uno del Coni era stato eletto qualche mese fa a capo della Federazione. Ma un cavillo, il suo mancato tesseramento, permetterà al Coni di destituirlo e di commissariare la Federazione. Dopo le dimissioni di Gravina per la terza mancata qualificazione ai Mondiali, il calcio italiano, a livello istituzionale è punto e a capo.
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Si ricandiderà Malagò?
"Non è escluso che Malagò possa ripresentarsi alle nuove elezioni (cavillo del tesseramento permettendo), ma intanto va preso atto che l'uomo invocato a gran voce per salvare il calcio italiano è già stato rigettato dal sistema. La beffa è soprattutto istituzionale. Malagò aveva accompagnato Buonfiglio alla presidenza del Coni e tra quattro giorni sarà proprio Buonfiglio a dare il colpo di grazia alla Figc. Sullo sfondo resta Andrea Abodi, indicato da tutti come il regista politico di questa vicenda. L'esito delle riunioni che si terranno in seno al Coni il 6 ottobre è scontato, cosa succede e cosa cosa succederà nell'immediato futuro è un rebus", scrive ancora lo stesso quotidiano."Resteranno gli interrogativi: com'è possibile che un'elezione celebrata e convalidata come quella di Malagò possa essere rimessa in discussione mesi dopo per un requisito che avrebbe dovuto essere verificato prima? L'epilogo di questa vicenda sarà il prodotto di un enorme cortocircuito istituzionale: e a perderci più di tutti, ancora una volta, sarà il calcio italiano".
(Fonte: Libero)
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