C'è un problema relativo anche alla fase offensiva e ai gol sprecati dai nerazzurri
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Il problema dell'Inter in Champions non è solo legato alla difesa e alle reti subite. C'è un problema relativo anche alla fase offensiva e ai gol sprecati dai nerazzurri.
"La fragilità in difesa è forse il prezzo da pagare per una fase offensiva copiosa, fiorente. In Serie A, l’Inter segna molto: 21 gol in 7 giornate, miglior attacco per distacco, la Roma seconda sta a 16. In Champions, l’Inter ha fin qui realizzato quattro reti, uno contro il Real e tre contro il Bruges, media di due a match, non male. L’Inter però ha raccolto meno di quanto avrebbe dovuto: nelle due euro-partite, gli xG, i gol attesi, calcolati in base alla qualità delle occasioni create, sono stati quasi due a Madrid (1,88) e quasi quattro con il Bruges (3,93). Se l’Inter avesse rispettato gli xG, avrebbe pareggiato per 2-2 al Bernabeu e per 4-4 a San Siro. In tutti e due i casi aggiungiamo un forse, perché va precisato che gli xG del Real e dei belgi sono stati maggiori (2,91 per gli uni e 4,29 per gli altri)", sottolinea La Gazzetta dello Sport.
"L’Inter in Europa non è abbastanza fredda davanti alla porta. Emblematica l’occasione sciupata da Lautaro in avvio di ripresa contro il Bruges, sull’1-1: solo davanti a Sommer, l’argentino si è fatto respingere il tiro e pochi minuti dopo i belgi hanno raddoppiato. In campionato, l’Inter rispetta gli xG, perché in sette giornate gliene sono stati attribuiti tra i 20 e i 22, e le reti reali sono state 21, un’aderenza perfetta tra virtuale e reale. In Europa va diversamente, gli xG sono superiori alle reti fatte. Bisogna aggiustare la mira. Può essere che c’entri il contesto, che la pressione della Champions annebbi la mente e le gambe, e che crei insicurezza. In Italia, l’Inter si sente padrona di sé e del campo. In Europa, non ha ancora superato lo choc del 5-0 contro il Psg nella finale del 2025, una batosta che ne ha minato forse l’autostima internazionale", aggiunge Gazzetta.
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