L'analisi del giornalista sui conti in attivo dell'Inter
VIDEO / Facchetti: "Papà e Mazzola, due storie simili. Sandro immortale"
Scegli Fcinter1908.it come tuo sito preferito su Google: clicca qui
Del bilancio dell'Inter nuovamente in attivo e del lavoro svolto da Oaktree ha parlato il giornalista Matteo Dore sulle pagine de La Gazzetta dello Sport:
"Si potrebbe dire, parafrasando Franco Battiato, che l’Inter ha cercato e trovato il suo centro di “solidità” permanente. Non ci saranno caroselli per strada e bandieroni alle finestre. Giusto così. Certe manifestazioni di giubilo sono riservate alle vittorie sul campo e nessun commercialista si aspetta che il suo nome venga urlato dalle curve.
Ieri l’Inter ha chiuso il secondo bilancio consecutivo in positivo. Dopo i 35,4 milioni di profitti del 2024-25, è arrivato l’utile di 22,7 milioni nella scorsa stagione, certificato dai conti approvati dal consiglio di amministrazione. Entro la metà di ottobre ci sarà poi il passaggio nell’assemblea degli azionisti. I ricavi, cioè i soldi incassati senza considerare le spese, sono stati di 518 milioni di euro, la seconda cifra più alta nella storia della società nerazzurra dopo il record di 567 milioni registrato nella stagione precedente. Ma nel 2024-25 la squadra era arrivata in finale di Champions mentre lo scorso anno era uscita contro il Bodo già a febbraio, lasciando un bel buco nelle casse del club. E la notizia è importante perché il miglioramento dei conti ha consentito all’Inter di riportare anche il patrimonio netto in territorio positivo, a quota 10,4 milioni di euro. Al termine dell’esercizio 2024-25, il dato era ancora negativo per circa 12 milioni. Un miglioramento di oltre 22 milioni di euro in soli dodici mesi.
"Oggi la prima dote di una società è la solidità. Che vuol dire garanzia di futuro. L’Inter degli ultimi tempi ha avuto proprietari italiani, indonesiani e cinesi, ma la svolta economica c’è stata quando Oaktree ha rilevato la proprietà da Suning. Oaktree è un fondo d’investimento americano. Raccoglie soldi in giro per il mondo e li mette a frutto in aziende che garantiscono un ritorno. Non tutti i fondi che sono entrati nel nostro calcio hanno avuto lo stesso successo, a volte hanno lasciato dietro di sé debiti e macerie. Però gli americani dell’Inter hanno certamente avuto il merito di affidarsi a Marotta – promuovendolo presidente – e a una struttura societaria che già funzionava e che ha continuato nel cammino del risanamento. Un cammino che ha garantito poi le vittorie in campo. Perché il grande merito dell’Inter è che i conti sono in ordine, sì, ma non a scapito della forza della squadra. È la dimostrazione che si possono conciliare gestione dei conti e grandi risultati sportivi. È un circolo virtuoso: i primi garantiscono i secondi e i secondi aiutano a raggiungere i primi. L’Inter lo ha fatto senza vendere le sue stelle , anche in questo mercato Lautaro è rimasto a Milano così come i giovani di belle speranze. L’economia è una scienza, se c’è un buco prima o poi bisogna tapparlo, e l’Inter non ha questa esigenza: non servirà vendere un big per sistemare la situazione. E se i big restano, vincere gli scudetti diventa più facile".
© RIPRODUZIONE RISERVATA