Il tecnico scelto per guidare la Nazionale si allontana dalla panchina azzurra, con lui anche i due dirigenti scelti da Malagò

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"Adesso lo scenario è cambiato, ma non per motivi tecnici. Se riterrà che l’ex centrocampista azzurro non possa allenare l’Italia, Malagò chiederà a Maldini di ricambiare la fiducia che lui gli ha dato sulla scelta del ct e comprendere che certe decisioni — legate a responsabilità istituzionali e di opportunità — spettano al presidente. Anche per questo negli ultimi due giorni ha analizzato, carte alla mano, la situazione con la massima attenzione: vuole far comprendere al direttore tecnico che di fronte a certi fattori il calcio deve fare un passo indietro. Vuole fargli capire che la Federazione Italiana e la Nazionale non sono un club, ma qualcosa che ha responsabilità diverse, che vanno al di là di un modulo che funziona e persino di un bel progetto a lunga scadenza per la rivoluzione che serve adesso al nostro pallone. Malagò gliene parlerà oggi in un incontro assieme a Leonardo, confidando di convincerli ad andare avanti. Non sarà semplicissimo, i due — il primo in particolare — ha già fatto capire che senza Pirlo difficilmente resterebbe alla direzione tecnica. Ha la sensazione che questa vicenda russa sia un pretesto e sente minata l’autonomia decisionale che gli era stata garantita nella lunga (anzi lunghissima) trattativa che ha portato l’11 luglio al fatidico sì. Il presidente ha una gran capacità di mediazione («Sono un discreto persuasore», ha detto anche giovedì dopo l’Assemblea della Lega Serie A) e se davvero deciderà di rinunciare a Pirlo, conta di riuscire comunque a far capire ai due che non poteva fare altrimenti, rinnovando loro la fiducia sul progetto tecnico che hanno in mente, quello su cui hanno le idee molto, molto chiare e che — accanto a una manovra quasi emergenziale in vista della Nations League — vuole portare in 8-10 anni a un sistema calcistico con un’idea di gioco uniforme partendo dai settori giovanili. Se poi Maldini dovesse tenere il punto — o Pirlo o niente — Malagò accetterà le sue dimissioni. E cercherà, suo malgrado, un’altra strada per la sua rivoluzione", chiude Gazzetta.

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