Tra i nomi accostati alla panchina della Juve, oltre a quello di Antonio Conte, c'è anche quello dell'ex tecnico dell'Inter

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Non il miglior periodo per la Juve e per Luciano Spalletti. Dopo l'ultima sconfitta dei bianconeri con la Lazio si parla insistentemente del sostituto del tecnico.

"Siamo solo a metà ottobre e già si parla del prossimo allenatore della Juve. Non un bel segnale per Luciano Spalletti, a prescindere che il tema riguardi il presente (quindi un esonero nel caso le cose peggiorassero ulteriormente nel breve periodo) o il futuro (quindi una sostituzione a fine stagione nonostante il contratto rinnovato pochi mesi fa). Per il momento la società ha piena fiducia in Spalletti: non è un atteggiamento di facciata, l’a.d. Giovanni Carnevali non ha avviato alcuna trattativa con altri tecnici. Se però nelle prossime partite la squadra dovesse deludere ancora, la dirigenza sarebbe costretta ad altre riflessioni e le soluzioni sarebbero due: un tecnico con il quale aprire un nuovo ciclo (un solo nome sul tavolo: Antonio Conte) oppure un traghettatore senza garanzie sul futuro (profilo più difficile da individuare). Carnevali è convinto che non ci sarà bisogno di intervenire e così il tema dell’allenatore tornerebbe di attualità tra qualche mese, quando, salvo improbabili exploit, Spalletti lascerà la panchina. In questo scenario un candidato molto autorevole, e forse il numero uno insieme a Conte, sarebbe Simone Inzaghi", scrive La Gazzetta dello Sport.

Al Hilal v Al Fateh: King's Cup Inzaghi

Inzaghi
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"Nella sua carriera italiana Inzaghi ha vinto tanto: una Coppa Italia e due Supercoppe con la Lazio; uno scudetto, due Coppe Italia e tre Supercoppe con l’Inter. Si porta dietro il rimpianto di un altro scudetto scivolato dalle mani per errori anche suoi e per alcuni episodi sfortunati e soprattutto il dispiacere per non aver alzato la Coppa dei Campioni. La finale con il Psg resterà per sempre un ricordo molto amaro a causa del punteggio e delle polemiche inerenti al suo immediato trasferimento in Arabia (cose che hanno fatto dimenticare troppo in fretta le meravigliose qualificazioni contro Bayern e Barcellona), ma quella con il Manchester City fu un capolavoro sfumato a causa di alcuni gravi errori individuali. Il bilancio è in attivo anche perché, insieme alle bacheche, è cresciuto pure il valore dei giocatori e quindi dei club. A Roma e a Milano Simone ha lasciato una situazione migliore di quella che aveva trovato. Ha vinto facendo guadagnare il club: la Juve non chiede altro".

Inzaghi
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"Per una società che ha bisogno di coniugare risultati e sostenibilità, Simone Inzaghi è la scelta ideale. È un allenatore aziendalista, che nelle riunioni sbatte magari i pugni sul tavolo (è successo...), ma poi non si dispera per i mancati acquisti. Inzaghi sa che alla Juve per un paio d’anni dovrebbe accettare sacrifici e operazioni mirate. Ma riportare in alto i bianconeri rappresenterebbe il coronamento della carriera: alla Lazio non c’erano grandi aspettative, all’Inter aveva raccolto l’eredità vincente di Conte, a Torino invece l’aspetterebbe un compito più difficile e quindi più esaltante. Rientrando dopo due anni in Arabia, poi, Inzaghi potrebbe accontentarsi di uno stipendio in linea con le attuali disponibilità bianconere, magari alzando i premi e scommettendo sul suo lavoro. Simone ha voglia di tornare a casa e di vivere una nuova avventura in Italia: la Juve sarebbe una splendida occasione. Così come Simone sarebbe una scelta logica e sensata per i bianconeri", aggiunge Gazzetta.

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