Gli Azzurri travolgono 4-1 la Turchia a Bursa. Otto cambi rispetto al Belgio, un primo tempo dominante e due firme nerazzurre nel poker
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“È nata la nuova Italia di Mancini”. Dopo il passo falso all’esordio dell’avventura bis del tecnico jesino sulla panchina della Nazionale, arriva la prima vittoria con un convincente 4-1 sulla Turchia a Bursa, nella seconda giornata di Nations League.
Il Corriere dello Sport analizza la prova della Nazionale, che si impone con un poker costruito nel primo tempo.
Italia bella e e dominante
“Bella e dominante, piena di palleggio e di personalità, alla fine anche capace di mettersi dietro, soffrire e difendere, come vuole la tradizione. Quattro gol alla Turchia. Un’esplosione di azzurro per uscire dalle tenebre mondiali, illuminare il percorso e dare il segnale più atteso. Sì, ci possono essere ancora vita per la Nazionale. Un bel passo, in attesa del ritorno a Bologna, per blindare il terzo posto in Nations. La strada resta lunga, ma le idee, la competenza e la freschezza dei più giovani sono confortanti. Debutto super di Kayode, a segno Frattesi e Bastoni, due recuperati alla causa. Il timbro del solito Pio”.
Bastoni, addio fantasmi
“Servivano il diluvio di Bursa e il sinistro di Bastoni, di nuovo in campo sei mesi dopo il rosso di Zenica, per spianare la strada. Buco di Celik, su angolo di Ruggeri, e il sinistro dell’interista ha scaraventato in porta i fantasmi bosniaci che lo inseguivano dal 31 marzo, anzi da un paio di settimane prima, perché la crisi era cominciata nel derby d’Italia. Un’altra sfumatura del destino”.
Otto cambi
“L’Italia era entrata benissimo in partita, aggressiva, con uno spirito diverso e la voglia di attaccare. Il tocco magico di Mancio, deciso a svoltare. Otto cambi, una ventata di freschezza. La Turchia, senza Calhanoglu e Yildiz, neppure si avvicina ai valori del Belgio, ma il ct ha indovinato disegno e interpretazione. Prendete il centrocampo. La solidità di Tonali davanti a Bastoni e Scalvini. L’adrenalina di Frattesi e i ricami di Fagioli, apparso come il nuovo Verratti nel 4-3-3 versione Wembley. Un regista decentrato, capace di legare mediana e attacco, dove Sebastiano Esposito e ancora di più Raspadori, creavano superiorità convergendo da trequartisti. Per giocare così servono due terzini che sappiano spingere. Bene Ruggeri. Kayode sembrava una furia, prepotente nella corsa, irresistibile negli allunghi. Funzionava la fase difensiva per un motivo semplice: gli azzurri, come era successo dopo mezz’ora con il Belgio, prendevano i riferimenti in marcatura”.
Montella contestato
“Così hanno prodotto una mezz’ora pazzesca, da applausi. Uno o due tocchi. Distanze corte. Sembrava stessero giocando a calcetto. Non si vedeva giocare così bene l’Italia da tempo. Da urlo l’azione del raddoppio firmato a porta vuota da Frattesi, un condor. Kayode è arrivato al tiro (non trattenuto da Bayindir) dopo una serie prolungata di 13 passaggi, il penultimo di Raspadori, vero rifinitore. Quasi in fotocopia il terzo gol con una fitta trama di passaggi. Pio ha scodellato l’invito e il terzino del Brentford ha timbrato il 3-0. Si è scatenata la contestazione. Lo stadio di Bursa chiedeva le dimissioni di Montella. Il presidente federale turco ha lasciato in anticipo la tribuna autorità”.
Il poker e Mancio ‘senza vergogna’
“Dopo l’intervallo, la Turchia ha reagito e si è buttata in avanti, anima e corpo. Gli azzurri si erano un attimo rilassati, perdendo le misure e il controllo del campo. Un errore (grave) lo ha commesso Gigio, lasciando incustodita la porta. Troppo facile per Yilmaz segnare. L’Italia, però, ha ristabilito subito le distanze, venendo fuori senza paura dalla tempesta. Palo di Tonali e Pio si è tuffato per il poker. Mancio aveva sganciato Cambiaghi e Doumbia, non si è vergognato di mettere dentro anche Di Lorenzo per rinforzare gli ormeggi e difendere i tre gol di vantaggio. Si fa così”.
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