Il Corriere dello Sport esalta gli Azzurri dopo il ko col Belgio: decisivi l’atteggiamento, il coraggio del ct e l’impatto di Kayode e dei fratelli Esposito

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Alberto Polverosi, giornalista ed editorialista del Corriere dello Sport, ha analizzato la vittoria convincente dell’Italia di Roberto Mancini a Bursa contro la Turchia, nella seconda giornata del Gruppo A1 di Nations League, sulle colonne dell’edizione odierna del quotidiano.

Italia
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“Tutto quello che era mancato contro il Belgio lo abbiamo ritrovato in un colpo solo a Bursa. Lo spirito, l’atteggiamento, la personalità, il coraggio, questo nella testa. Poi sul campo l’aggressività, l’organizzazione, la tecnica, i movimenti, il fraseggio, gli scambi rapidi in venti metri quadrati e i gol. Quattro gol. L’Italia ha fatto un primo tempo fantastico: dominata dal Belgio a Roma, ha dominato la Turchia a Bursa. Tre giorni, otto cambi, tre gol in 45 minuti, i più belli degli ultimi anni. C’è tornata in mente solo una partita simile, a Parigi, contro la Francia nel settembre del 2024, tre a uno per gli azzurri e anche quella sera un gol lo firmò Frattesi. Certo, la Turchia non è la Francia, però Mancini aveva visto le partite del suo amico Montella nel Mondiale americano, un Mondiale finito presto ma meritando di vincere le due partite che invece ha perso. Li abbiamo presi di sorpresa (a dire il vero un po’ sorpresi, piacevolmente sorpresi, lo eravamo anche noi) con una partenza a pieno ritmo e già prima del gol di Bastoni li avevamo messi sotto. Va detto che l’assenza di Calhanoglu e Yildiz ci ha aiutato, anche se Arda Güler ha giocato a livelli mostruosi e comunque in Turchia tre giorni fa la grande Francia ha vinto con un solo gol di scarto”.

Esposito Italia

Bastoni Italia
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La domanda

“La domanda è se sono stati davvero questi otto cambi a consegnarci una Nazionale opposta a quella del primo tempo dell’Olimpico. Confessiamo il timore alla lettura delle formazioni, un cambiamento del genere poteva significare anche incertezza, difficoltà nel ritrovarsi e nel sentirsi squadra. Dopo cinque minuti questo sospetto si è affievolito, dopo altri dieci è scomparso. Squadra vera, di lotta e di tecnica. L’azione del gol di Kayode è stata di una bellezza incredibile. Bello soprattutto il festival azzurro del ribaltone e dei debuttanti, a Mancini il coraggio non è mai mancato e quanto porta a casa dalla Turchia vale più dei tre punti e della stupenda prestazione del primo tempo. Porta a casa la certezza di aver visto giusto con i ragazzi, con Kayode, ma anche con i fratelli Esposito (di Pio azzurro si sapeva già tutto, di Sebastiano si è saputo qualcosa ieri) e con Doumbia”.

Cambiamento nella testa

“Un po’ di luce, dopo le tenebre, ci fa stare meglio, ci riscalda. Ora però calma, ora serve equilibrio, sarà la Francia a dirci se il 4-1 e i 45' di ieri possono diventare un vero inizio, una vera ripartenza. In Turchia abbiamo ritrovato autostima e, grazie alle intuizioni di Mancini, abbiamo capito che rinfrescare il gruppo è una buona idea. Kayode ha dato vivacità, corsa, dinamismo, una rimessa laterale da lancio del giavellotto, prima ha aiutato Frattesi a segnare e poi ha segnato lui stesso. Fra Kayode e Di Lorenzo ci sono undici anni di differenza e nelle ultime due partite si sono visti tutti. Fisicamente, gli azzurri di ieri sera hanno mostrato una condizione che quelli dell’Olimpico non avevano. Ma il cambiamento, come detto, è nato nella testa di questo gruppo e la dimostrazione è la doppia partita di Tonali: uno dei peggiori contro il Belgio, uno dei migliori in Turchia”.

frattesi italia gol vs turchia
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Italia squadra vera

“C’è stata anche un’altra differenza evidente fra l’Olimpico e Bursa. Contro il Belgio, quando la Nazionale ha preso il secondo gol si è fermata, si è persa per recuperare un po’ d’orgoglio solo nei minuti finali; ieri, dopo il gol dei turchi a inizio ripresa, ha avuto la forza di ripartire subito con lo stesso furore e di ristabilire la distanza. Come fa una squadra vera”.

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