Alla vigilia della gara contro il Malaga José ha parlato in conferenza stampa e gli hanno chiesto del Pallone d'Oro e della prossima pausa per le Nazionali

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Alla vigilia della gara con il Malaga, José Mourinho ha parlato in conferenza stampa e oltre a rispondere alle domande sul suo Real Madrid ha risposto sul Palloned'Oro. L'allenatore, che con la sua squadra sarà il primo avversario dell'Inter in Champions, ha detto: «È una cosa bellissima a livello individuale. Entri nella storia personale di un giocatore in particolare. Ne abbiamo tre o quattro a quel livello. È normale che esista questa ambizione. Per me, il Pallone d'Oro deve andare a quei giocatori che, quando si ritirano, ci mancano per sempre. Mi mancano Maradona, Ronaldo, Messi, Zidane, Matthäus... Non si può dare il Pallone d'Oro solo perché hanno vinto la Champions League o il Mondiale», ha detto.

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Mbappe
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«Se si vuole premiare la Champions League, si dia il Pallone d'Oro a Luis Enrique. Per la Spagna, De La Fuente lo merita sicuramente. Questo è il grande tributo. Un'altra cosa è il migliore al mondo; non deve per forza essere del PSG o della Spagna. Ce ne sono due, tre o quattro, e sappiamo chi sono. Sappiamo dove sono e sono qui (si è riferito a Mbappé.ndr). Sappiamo chi ha fatto la storia a livello individuale quest'estate. Poi, il Pallone d'Oro ha a che fare con la politica, e se la politica entra in gioco, non mi piace molto. Sappiamo già qual è la mia idea del Pallone d'Oro», ha detto ancora in merito.

La pausa

Mou ha anche parlato della prossima pausa per le Nazionali, quella di settembre: «Le partite internazionali mi preoccupano. È un periodo lungo. Sono meno preoccupato per i giocatori che vanno con le rispettive nazionali a giocare rispetto a quelli che vengono convocati ma non giocano. Sono questi ultimi che mi preoccupano di più. Il mio rapporto con Carlo Ancelotti mi permette di essere al corrente della situazione e ci scambieremo informazioni. Con lui non ci saranno problemi. Con altri, con cui non abbiamo questo livello di fiducia, avere giocatori lontani per tre settimane è molto complicato. Avremo fiducia nella professionalità di questi allenatori, nel rispetto che hanno per i giocatori e per i club. Non voglio drammatizzare la situazione. Spesso gli infortuni si verificano durante gli impegni con le nazionali, e poi, al ritorno ai club, i giocatori perdono l'equilibrio del lavoro svolto nelle settimane precedenti, e quindi si infortunano. È così, e non possiamo farci niente».

(Fonte: MD)

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