L'analisi di Fcinter1908.it all'indomani della sconfitta netta rimediata dai nerazzurri nel derby Milan-Inter al Meazza
VIDEO FCIN1908 / MILAN-INTER, IL DERBY VISTO DAL MEAZZA
Da qualunque prospettiva lo si guardi, il castello di carta degli alibi non regge. La notte di Halloween dell'Inter è stata da incubo vero, per il risultato e ancor di più per la prestazione della squadra. Chivu ha pagato a caro prezzo l'azzardo di inizio partita, con una formazione completamente stravolta nel tentativo di superare indenne l'ostacolo senza risentire del peso delle diverse defezioni.
A quelle degli infortunati di lungo corso si era aggiunta l'assenza di Ivan Provedel, che con ogni probabilità non avrebbe giocato comunque, e la presenza con riserva di Pio Esposito e Bonny. Sia l'estremo difensore che i due attaccanti hanno combattuto con una sindrome influenzale che ne ha complicato l'avvicinamento alla gara. Fatto sta che però la ricetta provata da Chivu, con Sucic e Diouf a ridosso dell'unica punta Thuram non ha dato i frutti sperati. Anzi, ha isolato completamente il 9 nerazzurro, abbandonato a se stesso al cospetto della difesa di Amorim.
Ma prima ancora che sul piano tattico, l'Inter ha deluso su quello dell'atteggiamento. Ancora una volta i nerazzurri hanno regalato due gol in apertura di gara, senza però riuscire stavolta a riportare la sfida sul binario giusto. Il dato sui gol subiti nei primi 10' dai nerazzurri è agghiacciante: insieme al Monza, sono la squadra che ne ha concessi di più, cinque. Nel momento migliore, dopo il gol di Bastoni, è arrivata poi la mazzata definitiva con la punizione di Moreira regalata da un errore grossolano di Barella. Oltre all'approccio, l'Inter ha fallito anche il tentativo di rimonta. In coda a un secondo tempo senza alcun sussulto è arrivata la prima sconfitta in campionato che, al netto della prestazione orribile, non è stato però un fulmine a ciel sereno.
Le avvisaglie erano state importanti già tre giorni prima a Venezia. Evidentemente l'assist della dea bendata al Penzo ha portato l'Inter a sottovalutare i campanelli d'allarme che si erano avvertiti già in maniera chiara. Giocare ogni tre giorni e senza poter contare su diversi giocatori rappresenta di sicuro un fattore che svuota più facilmente il serbatoio delle energie fisiche e mentali, ma da solo non può giustificare il vuoto totale di ieri sera. Evidentemente ciò che sta emergendo porta a pensare che il vero virus da debellare nello spogliatoio non riguardi l'influenza che si è insinuata ad Appiano Gentile negli ultimi giorni ma la 'sindrome da pancia piena' di cui aveva già parlato Marotta a inizio stagione.
© RIPRODUZIONE RISERVATA