Nicolò, chi ha imparato a conoscerlo lo sa, sbaglia a volte perché arriva in certe azioni meno lucido perché é estremamente generoso quando è in campo
GUARRO e PACE EP34: Chivu ha detto una cosa da brividi. Barella non può diventare una tassa
Nel derby di Milano perso dall'Inter tre a uno è stato individuato l'uomo a cui far portare la croce. Nicolò Barella è finito nel mirino di media e tifosi dopo l'errore fatto su 2-1, nel miglior momento dei nerazzurri, una palla persa al limite dell'area, la punizione per i rossoneri e il gol del 3-1 che ha chiuso di fatto le speranze nerazzurre di rimonta.
Fabrizio Biasin ha parlato proprio di lui in un post pubblicato su X. "Mi permetto di scrivere 4 parole (attualmente molto impopolari, me ne rendo conto) su Nicolò Barella, bandiera dell’Inter (sì, bandiera). Nicolò Barella l’altro giorno è stato molto probabilmente il peggiore in campo di Milan-Inter 3-1: ha combinato una puttanata nel miglior momento dei nerazzurri e ben sappiamo come è andata a finire. In generale ha messo a referto una prestazione disordinata, nevrotica, fatta di troppe scelte sbagliate. Male, malissimo. E però, di grazia, bisognerebbe anche riuscire anche a guardare “oltre”. C’è chi dice “Barella ultimamente sbaglia sempre” e “non è più quello di qualche anno fa”. E su questo mi permetto di non essere affatto d’accordo", scrive il giornalista ammettendo le difficoltà del giocatore viste di recente, ma spezzando una lancia a suo favore.
E il motivo è presto detto ed è chiaro a chi ha imparato a conoscere, in questi anni, benissimo il centrocampista che è anche vice capitano dell'Inter. Non a caso. "Il problema di Barella si chiama “eccesso di generosità”, quello che in un momento in cui la catena di destra fatica a trovare gli equilibri di un tempo, lo porta a strafare per aiutare gli altri, a correre il triplo e, inevitabilmente, a perdere lucidità. Potrebbe limitarsi a fare il suo, ma non sarebbe Barella. Quanto “all’arroganza” evidenziata in determinate giocate è vero: se l’altra sera avesse sparato il pallone nella Martesana avrebbe preso una decisione certamente più saggia rispetto a un tentativo sciatto di dribbling al limite dell’area", spiega il giornalista di nota fede nerazzurra.
Barella capro espiatorio
E conclude spiegando che le prestazioni negative e umane che fanno parte della carriera di qualsiasi giocatore, non possono cancellare quello che Barella di fatto fa per la maglia nerazzurra. "Dopodiché - come è normale che sia - ci ricordiamo solo degli macro errori e mai dei benefici - una marea - che quel tipo di giocate hanno portato all’Inter nel corso degli ultimi anni in termini di ripartenze e occasioni create. Barella l’altra sera ha toppato la partita? Eccome. È stato determinate nella sconfitta? Certamente sì. Barella si merita di passare come quello “strafottente” che “non sa più giocare come un tempo”? Solo se si ha estremo bisogno di trovare ogni volta un capro espiatorio. Lunga vita a Nicolò Barella, bandiera dell’Inter che sbaglia, ci mette la faccia, si prende la sua dose di insulti e - come sempre - si rimette a lavorare in silenzio con il solo obiettivo di mettere a posto le cose, prima per l’Inter e poi per lui. Ad avercene".© RIPRODUZIONE RISERVATA